Avevo circa tredici anni, era più o meno il 1986, quando cominciai a collezionare i concerti delle band che sentivo più vicine. Gustarmi dal vivo i miei idoli sul grande televisore in sala era un’emozione continua: movenze, sound e preparazione tecnica dei musicisti erano lì, da vedere e rivedere quante volte volevo. Con gli anni la raccolta è cresciuta fino a contare centinaia di concerti, prima in VHS e poi in DVD, e ancora oggi mi concedo delle belle serate con un’ottima birra e musica eccellente.
La videocassetta è stata il supporto di quella stagione, con i suoi nastri da riavvolgere. Il DVD arrivò un decennio più tardi: i primi lettori furono messi in vendita in Giappone nel novembre 1996 e negli Stati Uniti nel marzo 1997, con un’immagine nettamente migliore della VHS e senza più la necessità di mandare avanti e indietro il nastro. La diffusione fu rapidissima. Alla fine del 1997 sul mercato americano erano già stati venduti circa 350.000 lettori, mentre alla fine del 1999 i dischi distribuiti avevano superato i 100 milioni di copie, per circa 5.000 titoli.
Con l’avvento dello streaming, sia audio sia video, devo ancora riuscire a ritrovare il gusto di acquistare e collezionare queste opere. Sarebbe fantastico avere un portale in stile Netflix dedicato ai concerti, dove abbonarsi o acquistare i singoli titoli. Qualche servizio esiste già, ma i titoli disponibili non sono molti. Qello Concerts, acquisito dalla canadese Stingray nel 2018, al momento dell’acquisizione dichiarava un catalogo di oltre 2.000 fra concerti e film musicali, disponibile in più di 160 Paesi. La stessa Stingray ha rilevato nel luglio 2024 The Coda Collection, piattaforma nata nel febbraio 2021 e distribuita come canale di Prime Video negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Su un altro fronte si muove Veeps, la società fondata nel 2017 dai fratelli Joel e Benji Madden dei Good Charlotte insieme a Sherry Saeedi e Kyle Heller: nata per gestire esperienze VIP ai concerti, si è poi concentrata sulle dirette a pagamento, e all’inizio del 2021 Live Nation ne ha acquistato la quota di maggioranza.
Il quadro resta frammentato, diviso fra servizi diversi, cataloghi che dipendono dai diritti delle singole etichette e titoli che compaiono e scompaiono. Il disco fisico, intanto, non è sparito. Secondo il Global Music Report dell’IFPI, nel 2025 le vendite mondiali di video musicali su supporto fisico sono cresciute del 10,8%, all’interno di un mercato fisico salito dell’8% a 5,3 miliardi di dollari. Sono numeri piccoli rispetto allo streaming, ma raccontano di un pubblico che continua a voler tenere in mano il concerto, con la sua custodia e il suo libretto.
Questa sera mi riguarderò un bellissimo live di Slash in DVD, Made in Stoke 24/7/11. Lo show fu registrato il 24 luglio 2011 alla Victoria Hall di Stoke-on-Trent, la città inglese in cui il chitarrista ha vissuto fino ai cinque anni. Era il primo concerto di Slash nella città della sua infanzia: i 1.500 posti andarono esauriti in meno di due ore e da quella serata nacque il primo album dal vivo della sua carriera solista. Sul palco, accanto a Slash, c’erano Myles Kennedy alla voce, Todd Kerns al basso, Brent Fitz alla batteria e Bobby Schneck alla seconda chitarra. La scaletta di 21 brani attraversava i Guns N’ Roses, i Velvet Revolver, gli Slash’s Snakepit e il primo disco solista. Pubblicato da Eagle Rock nel novembre 2011, uscì in doppio CD, in un’edizione con il DVD del concerto, cinque brani bonus e un’intervista, e anche in DVD e Blu-ray. Fantastico documento e band incredibile. Passano gli anni, si cresce, ma certe passioni restano e resteranno sempre.
Fonti: Sound & Vision; Playback; Stingray; Rolling Stone; Digital Music News; Blabbermouth; Ultimate Classic Rock; Slash Paradise.




