La mano cornuta: Ronnie James Dio, il malocchio della nonna e la storia del gesto simbolo del metal

Mani che fanno le corna, in bianco e neroIndice e mignolo alzati, medio e anulare piegati sotto il pollice: le corna sono forse il segno più riconoscibile di chi ama l’hard rock e l’heavy metal. Si vedono sotto ogni palco, nelle foto promozionali delle band e perfino ai concerti pop. Il nome legato più di ogni altro a questo gesto è quello di Ronnie James Dio, all’anagrafe Ronald James Padavona, nato il 10 luglio 1942 a Portsmouth, nel New Hampshire, e cresciuto a Cortland, nello stato di New York, in una famiglia italoamericana.

Proprio da quelle radici arriva la sua storia. Dio raccontò più volte di aver imparato il gesto dalla nonna. In un’intervista inserita fra i contenuti extra del DVD Holy Diver Live spiegò che, quando da bambino camminava per strada con lei, la nonna alzava le corna verso chi sospettava gli stesse lanciando il malocchio, che lui chiamava “maloik” con la pronuncia italoamericana. Per Dio era semplicemente una parte della cultura in cui era cresciuto, un ricordo che lo accompagnò per tutta la vita. In Italia, del resto, le corna rivolte verso il basso sono da sempre un gesto scaramantico contro la sfortuna, mentre puntate verso qualcuno diventano un’allusione al tradimento.

Il passaggio sul palco avvenne nel 1979, quando Dio entrò nei Black Sabbath al posto di Ozzy Osbourne. Secondo il racconto di Wendy Dio, moglie e storica manager del cantante, Ozzy salutava il pubblico con il segno della pace e Ronnie non voleva imitarlo: un giorno alzò le corna e da lì il gesto prese piede, diventando in breve il saluto più diffuso ai concerti metal. Nel marzo 2021 Geezer Butler aggiunse un tassello alla storia. In un’intervista radiofonica raccontò di usare quel segno già dal 1971, durante il brano Black Sabbath, e di averlo mostrato a Dio nelle prime date del tour di Heaven and Hell, quando il cantante cercava un modo per rispondere ai segni di pace dei fan. Il giorno seguente il bassista precisò sui social di non aver mai sostenuto di averlo inventato, riconobbe che era stato Dio a renderlo famoso e lo ricordò come uno dei suoi amici più cari.

Lo stesso Dio, del resto, non si attribuì mai l’invenzione. In un’intervista del 2001 chiarì che non si sarebbe mai preso il merito di essere stato il primo, e nel filmato del DVD si disse stupito di aver ricevuto un riconoscimento per qualcosa che non aveva inventato, pur ammettendo di aver contribuito a farlo entrare nella cultura rock, al punto di vederlo comparire perfino ai concerti di Britney Spears. In un’altra occasione, scherzando, attribuì la paternità delle corna a qualcuno vissuto cinquantamila anni prima.

Le immagini, in effetti, raccontano usi precedenti. Nelle foto del primo album dei Coven, Witchcraft Destroys Minds & Reaps Souls, pubblicato nel 1969, i componenti del gruppo compaiono con le corna alzate, e la cantante Jinx Dawson ha dichiarato di usarle già dalla fine del 1967. Nel giugno 2017 Gene Simmons dei Kiss depositò all’ufficio marchi degli Stati Uniti una domanda per registrare il gesto, indicando come primo uso commerciale il 14 novembre 1974. La ritirò circa due settimane dopo. Wendy Dio definì l’iniziativa disgustosa e sottolineò che quel segno appartiene a tutti.

Ronnie James Dio è morto il 16 maggio 2010 a Houston, a 67 anni, ma il gesto che aveva imparato dalla nonna gli è sopravvissuto. Ogni sera, sotto un palco qualsiasi, migliaia di mani si alzano senza sapere che dietro quelle corna c’è un’usanza nata per proteggere un bambino dal malocchio, diventata con lui il saluto di un’intera comunità.

Fonti: Blabbermouth; Ultimate Classic Rock; IPWatchdog; YouTube (intervista a Ronnie James Dio dagli extra del DVD Holy Diver Live); Wikipedia.

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