Steven Adler e Appetite for Destruction: il groove che diede lo swing ai Guns N’ Roses
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Steven Adler, il batterista della formazione classica dei Guns N’ Roses, ha avuto un ruolo decisivo nel suono di Appetite for Destruction. Nato a Cleveland nel 1965 e cresciuto a Los Angeles, conobbe Slash alle scuole medie, e con lui diede vita ai Road Crew, il gruppo per cui Duff McKagan rispose a un annuncio in cerca di bassista. Nel giugno 1985 Adler e Slash presero il posto di Rob Gardner e Tracii Guns accanto ad Axl Rose, Izzy Stradlin e Duff: nasceva la formazione che avrebbe cambiato l’hard rock di fine decennio.
Il suo stile è legato anche a un episodio curioso di quei primi mesi. Secondo il racconto che Slash ha affidato alla sua autobiografia, Izzy e Duff gli nascosero la seconda cassa, un timpano e alcuni tom, e Adler non riebbe mai indietro la cassa. Per Slash fu la cosa migliore che potesse capitargli. Duff ha ricordato che la batteria venne ridotta a cassa, rullante e timpano, con crash, ride e hi-hat, e che proprio quella semplicità diede ad Adler un pocket più solido. I due costruirono la loro intesa suonando sopra i dischi dei Cameo e di Sly Stone.
Appetite for Destruction fu registrato dall’agosto 1986 ai Rumbo Recorders con il produttore Mike Clink. Adler ha raccontato che la maggior parte dei brani venne incisa in una o due riprese e che Sweet Child O’ Mine fu buona alla prima. Il suo modo di suonare non è tecnicamente complesso, anzi è essenziale, ma la sua forza sta nella consistenza e nel groove: lui stesso lo ha descritto all’insegna di swing e feel, spiegando che a contare è il groove più del semplice ritmo. Il suo grande modello era Roger Taylor dei Queen, che considerava il batterista più artistico e coraggioso di tutti. Gilby Clarke ha descritto Matt Sorum come un martello che picchia più forte, e Adler come un batterista più leggero ma con un suo swing. Basta ascoltare Welcome to the Jungle o Paradise City per sentire come la sua batteria si intrecci ai riff di Slash e Izzy e al basso di Duff, dando ai brani una spinta organica e viva.
Dopo Appetite arrivò G N’ R Lies, nel 1988, mentre Civil War, pubblicato prima sulla raccolta benefica Nobody’s Child e poi su Use Your Illusion II, resta l’unico brano di Use Your Illusion con lui alla batteria. Il suo ultimo concerto con la band fu Farm Aid IV, il 7 aprile 1990, e nello stesso anno venne allontanato a causa della dipendenza dall’eroina. Nel 1993 chiuse con un accordo la causa contro il gruppo, ottenendo poco più di due milioni di dollari. Il 14 aprile 2012, a Cleveland, la sua città natale, entrò nella Rock and Roll Hall of Fame con i Guns N’ Roses e suonò Sweet Child O’ Mine e Paradise City. Nel 2016 tornò sul palco con la band in alcune date della reunion, da Cincinnati a Nashville, da Los Angeles a Buenos Aires.
Forse non è stato il batterista più tecnico della scena, ma con il suo senso del groove Steven Adler ha lasciato un segno indelebile su Appetite for Destruction, diventando un elemento fondamentale del suono dei Guns N’ Roses. Chi vuole conoscere la sua storia dall’interno può leggere la sua autobiografia, My Appetite for Destruction, uscita nel 2010, e affiancarla a Sweet Child of Mine, il libro in cui la madre Deanna ha raccontato la storia del figlio.
Fonti: Louder; Rolling Stone; Modern Drummer; Blabbermouth; Ultimate Classic Rock; Biography; Wikipedia.