Matt Sorum: battiti di precisione nei Guns N’ Roses
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Rio de Janeiro, 20 gennaio 1991. Allo stadio Maracanã ci sono più di centomila persone e Matt Sorum non ha mai provato con Axl Rose. Prima di salire sul palco chiede la scaletta e Slash gli risponde che loro la scaletta non la usano. Il concerto si apre con Pretty Tied Up e parte dal suo hi-hat. È la prima data dell’Use Your Illusion Tour e la prima volta di Sorum con i Guns N’ Roses davanti a un pubblico: finirà due anni e mezzo dopo, il 17 luglio 1993, all’Estadio River Plate di Buenos Aires, dopo quasi duecento concerti in ventisette paesi e oltre sette milioni di spettatori.
Dietro quel battesimo c’è una strada lunga. Matthew William Sorum nasce il 19 novembre 1960 e cresce a Mission Viejo, nella contea di Orange, in California. La vocazione arriva nel 1964 davanti alla televisione, guardando Ringo Starr con i Beatles all’Ed Sullivan Show. La formazione non è quella del conservatorio: è la banda del liceo, l’ensemble jazz, la wind ensemble e il drum corps della scuola, con un professore di musica che a sedici anni lo spinge a fare il professionista. A Los Angeles diventa un turnista richiestissimo, al punto da guadagnarsi il soprannome di Matt il Mercenario, e nel 1988 suona nell’album di Y Kant Tori Read, la prima band di Tori Amos. Il salto arriva con i Cult, dove entra per il tour di Sonic Temple su segnalazione di Pat Torpey dei Mr. Big. I Cult aprono il tour di …And Justice for All dei Metallica e in quelle settimane Sorum stringe amicizia con Lars Ulrich.
È Ulrich a dare il suo numero a Slash. Slash e Duff McKagan lo hanno visto con i Cult alla Universal Amphitheatre di Los Angeles, verso la fine del tour, e lo cercano per un gruppo che ha appena perso Steven Adler, congedato nell’estate del 1990 dopo un anno di attesa per i suoi problemi con la droga. Sorum ha raccontato che la prima offerta era un posto da turnista e che la rifiutò, perché una band ce l’aveva già; entrò solo come membro effettivo, con la benedizione di Billy Duffy. A inizio 1991 Slash disse che dopo qualche mese di lavoro insieme si era reso conto di avere davanti il miglior batterista sentito da molto tempo, e che la capacità di Sorum di suonare e di integrarsi era stata ciò che aveva salvato la band.
Nel settembre del 1991 esconoUse Your Illusion I e II. Sorum suona su tutto tranne Civil War, l’unico brano inciso da Adler. Lui stesso ha indicato in You Could Be Mine, primo singolo con la band, il pezzo che lo rappresenta meglio come batterista, con il lungo intro di batteria che dal vivo apriva il pezzo. Il caso più discusso è November Rain: il fill di tom che torna una ventina di volte fu un’idea di Axl, che la sera prima della registrazione aveva fatto ascoltare in studio Don’t Let the Sun Go Down on Me di Elton John, con il tom fill di Nigel Olsson. Sorum lo descrive come una frase musicale che attraversa la trilogia di Don’t Cry, November Rain ed Estranged, nate come un unico pezzo. Quando nel 2012 Mike Portnoy lo criticò pubblicamente, Sorum rispose che la batteria non è fatta solo di fill elaborati e fece i nomi di Charlie Watts, Ringo Starr e Phil Rudd. Il disco doveva essere uno solo, Axl decise di farne due e Sorum era contrario: i suoi preferiti restano Double Talkin’ Jive e You Could Be Mine.
Il set, per chi immagina una fortezza di tamburi, è una sorpresa. Da ragazzo Sorum sognava i kit enormi di Carl Palmer, ma dai club in poi ridusse tutto a un set essenziale, lo stesso dai Cult ai Velvet Revolver: cassa singola da 24 pollici, un solo tom da 13 montato sopra la cassa alla maniera dei batteristi jazz, due floor tom da 16 e da 18, rullante, hi-hat, un paio di crash, un crash grande alle spalle, un china sopra i floor tom e un ride da 22. Con i Guns, ha spiegato, suonava più sul beat, più aggressivo e più punk rispetto al groove che cercava con i Cult; negli stadi la batteria deve suonare grande e pesante, con i fill di tom a riempire lo spazio. Allo stesso tempo, a suo dire, portò le dinamiche, dal pianissimo al mezzoforte, in una band che prima di lui conosceva soprattutto il forte. Duff ha definito di livello mondiale il suo tempo, il suo pocket e il suo groove, con la grinta di Keith Moon e un feel di cassa pigro alla Bonham. Gilby Clarke ha riassunto la differenza con Adler in poche parole: Steven ha lo swing e segue la chitarra, Matt colpisce più forte, ha più snap sul rullante e costringe la band a seguire lui.
Nel novembre del 1993 arriva The Spaghetti Incident?, con le cover incise in gran parte durante le sessioni degli Illusion e Since I Don’t Have You registrata a Boston in un giorno libero del tour. Poi la band si ferma e comincia una lunga stagione di prove senza sbocco: Axl vuole una direzione elettronica, gli altri hanno scritto pezzi vicini ad Appetite. Slash se ne va nel 1996 e per Sorum è la goccia che fa traboccare il vaso. Nel 1997 litiga con Axl sulla presenza di Paul Tobias, amico d’infanzia del cantante imposto alla chitarra, propone di richiamare Slash e viene licenziato. Axl, ha raccontato, lo aveva già licenziato altre volte per richiamarlo il giorno dopo; quella volta era sul serio.
Il seguito lo conoscono tutti: gli Slash’s Snakepit, i Neurotic Outsiders con Duff e Steve Jones, il ritorno nei Cult per Beyond Good and Evil, i Velvet Revolver con Scott Weiland e il Grammy del 2005 per Slither, che Sorum considera l’apice della carriera perché quella band l’aveva fondata lui. Il 14 aprile 2012, a Cleveland, è sul palco della Rock and Roll Hall of Fame per Mr. Brownstone, accanto a Slash, Duff, Gilby Clarke e a Steven Adler, che era stato il primo ad avvisarlo dell’ingresso. La sua versione di tutta la storia, da Mission Viejo agli Hollywood Vampires, è in Double Talkin’ Jive, l’autobiografia uscita nel 2022 con il titolo del brano che preferisce: una lettura che vale soprattutto per capire come si tiene il tempo dentro una band che non lo tiene mai.
Fonti: Modern Drummer; Rolling Stone; Ultimate Classic Rock; Blabbermouth; Loudwire; Songfacts; SPIN; American Songwriter; Far Out Magazine; Guitar World; Grammy.com; YouTube (Gibraltar Hardware, Dynaudio Professional).