È una domenica pomeriggio dal cielo grigio ma luminoso, la temperatura è mite e il fragore che di solito riempie le mie cuffie, per una volta, tace. Seduto sul balcone, con una tazzina di caffè espresso al mio fianco, sento che è il momento di esplorare nuovi orizzonti. Tolgo le cuffie, le metto da parte e mi ritrovo davanti un libro sulla storia del black metal, un territorio ancora inesplorato nel mio percorso musicale.
Senza ulteriori indugi apro la prima pagina e vengo subito trasportato in un mondo diverso, popolato da nomi diventati leggenda come Mayhem e Burzum. Ogni capitolo è un viaggio a sé, che mi fa scoprire dettagli e sfaccettature di un genere lontano dai miei ascolti abituali, ma non per questo meno intrigante.
Per orientarsi conviene partire dalle radici. Il nome del genere arriva da Black Metal, l’album pubblicato dai Venom nel 1982, considerato il punto di partenza di quella che oggi viene chiamata la prima ondata. Attorno a quel disco si muovono altre band che hanno lasciato un’impronta profonda: i danesi Mercyful Fate, che nell’ottobre 1983 pubblicano l’esordio Melissa, gli Hellhammer, dalle cui ceneri nascono i Celtic Frost di Morbid Tales (1984), e i Bathory, il cui primo album, uscito nello stesso anno, diventerà una base per la scena norvegese.
È proprio in Norvegia che, all’inizio degli anni Novanta, il black metal assume la forma più estrema e la fama più cupa. I Mayhem nascono nel 1984 per iniziativa del chitarrista Øystein Aarseth, conosciuto come Euronymous, insieme al bassista Jørn Stubberud, detto Necrobutcher, e ai primi compagni Manheim e Messiah. Curiosamente, nel 1986, durante un viaggio in Inter-Rail attraverso l’Europa, Euronymous e Necrobutcher passano anche da Milano per incontrare Roberto Mammarella dei MonumentuM, di cui conoscono soltanto la casella postale, e finiscono per aspettarlo per ore davanti all’ufficio postale. La storia della band è segnata da vicende drammatiche: l’8 aprile 1991 si toglie la vita il cantante Per Yngve Ohlin, noto come Dead, e il 10 agosto 1993 Euronymous viene ucciso nel suo appartamento di Oslo da Varg Vikernes.
Vikernes è l’anima di Burzum, progetto che porta avanti da solo, e per un periodo diventa anche il bassista dei Mayhem: suona infatti in De Mysteriis Dom Sathanas, l’album pubblicato nel 1994 su spinta del batterista della band, noto con lo pseudonimo di Hellhammer. Negli stessi anni la scena norvegese è legata a una serie di incendi di chiese, a cui prendono parte Vikernes e membri di altre band. Accanto a questi nomi si affermano formazioni come Darkthrone, Immortal e Gorgoroth. Si tratta di una vicenda che ha alimentato libri come Lords of Chaos di Michael Moynihan e Didrik Søderlind, pubblicato nel 1998, e il film omonimo diretto nel 2019 da Jonas Åkerlund, oltre a un dibattito mai del tutto chiuso sul confine fra musica, provocazione e crimine.
Chiudo il libro solo per un attimo e mi rendo conto che il pomeriggio sarà interamente dedicato a questa scoperta. Le cuffie possono attendere: oggi il mio tempo è riservato alla lettura e a un mondo musicale che non vedo l’ora di conoscere meglio.
Fonti: V13; Rockol; TicketOne Magazine; Rolling Stone Italia; Popular Music (Cambridge University Press).




