La forza della musica: il “Ritz ’88” e il percorso della mia vita

Logo dei Guns N’ RosesSe c’è una lezione che il “Ritz ’88” dei Guns N’ Roses mi ha insegnato, è che certi momenti possono essere molto più di semplici istanti nel tempo: possono diventare le tappe fondamentali della nostra crescita personale. A soli quindici anni ho capito che la musica può essere un veicolo di ribellione, di lotta, di vita vissuta al massimo. Quell’esperienza mi ha plasmato, insegnandomi a guardare alle sfide come occasioni per mostrare la mia determinazione e il mio orgoglio.

Il concerto si tenne il 2 febbraio 1988 al Ritz di New York, il locale che allora occupava la storica sala di Webster Hall, al 119 della East 11th Street, nell’East Village. Appetite for Destruction era uscito il 21 luglio 1987 e stava ancora scalando la classifica americana, dove sarebbe arrivato al primo posto solo nell’agosto del 1988. Sul palco c’era la formazione originale: Axl Rose, Slash, Izzy Stradlin, Duff McKagan e Steven Adler. In cartellone c’erano anche i Great White. MTV registrò la serata come speciale televisivo e il concerto venne trasmesso anche da molte emittenti radiofoniche FM.

La scaletta partiva con It’s So Easy e Mr. Brownstone, passava per Sweet Child o’ Mine, My Michelle, la cover di Knockin’ on Heaven’s Door, Welcome to the Jungle e Nightrain, per chiudersi con Paradise City e i bis, Mama Kin degli Aerosmith, dedicata a Steven Tyler, e Rocket Queen. Durante Paradise City Axl finì in mezzo al pubblico e la sicurezza dovette riportarlo sul palco, senza più la maglietta dei Thin Lizzy che indossava; Slash suonò un assolo sdraiato sulla schiena e, dopo Rocket Queen, si tuffò fra la gente. Quelle immagini e quell’audio hanno poi circolato per anni fra gli appassionati, attraverso registrazioni televisive e radiofoniche e numerose edizioni non ufficiali.

Non è solo la musica in sé a essere stata formativa: è anche la storia di resilienza e di coraggio della band a continuare a ispirarmi. La formazione classica dei Guns N’ Roses fece la sua prima prova nel maggio del 1985 e per mesi visse fra degrado e pericoli. Prima del contratto discografico quasi tutti abitavano, provavano e scrivevano in un minuscolo locale all’angolo fra Sunset Boulevard e Gardner Street, a Hollywood: un deposito di circa tre metri e mezzo per lato, con una saracinesca di alluminio, senza bagno e infestato dai parassiti. Slash, in certi periodi, finiva per dormire nel parcheggio del negozio Tower Records. Il denaro scarseggiava e la droga rendeva tutto più rischioso. Eppure i cinque non si lasciarono abbattere, e la loro determinazione a superare gli ostacoli e a emergere dai bassifondi è diventata un modello per generazioni di giovani in cerca della propria strada in un mondo complicato.

Quasi trentasei anni dopo quella serata, il suo impatto risuona ancora in me. Le sfide della vita possono essere formidabili, ma con la giusta dose di ispirazione e di forza interiore tutto è superabile. Ogni volta che mi trovo in una situazione difficile ritorno con la mente a quel concerto, a quella musica, e trovo la forza per andare avanti.

La lezione, per me, è chiara: non bisogna lasciarsi sfuggire i momenti potenzialmente trasformativi, ma coglierli, imparare da essi e lasciare che guidino la nostra crescita. Il “Ritz ’88” è stato uno di quei momenti decisivi, e per questo il mio ringraziamento ai Guns N’ Roses è eterno.

Fonti: InsideHook; Rolling Stone; A Journal of Musical Things; setlist.fm; Mike Ladano; Wikipedia.

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