Armonie interrotte: Brian May, Guns N’ Roses e l’incidente di Modena ’93

Una bottiglietta di succo di frutta in uno stadio illuminatoIl 30 giugno 1993 Modena diventò il centro del rock con il concerto dei Guns N’ Roses allo Stadio Braglia, il secondo di due appuntamenti consecutivi in città dopo quello del 29. Era un evento che prometteva di essere storico, con i Suicidal Tendencies e la Brian May Band a scaldare il palco nel tardo pomeriggio. La serata si riempì di note e di momenti memorabili, ma fu segnata anche da un episodio che, purtroppo, ha lasciato un segno di disapprovazione nel ricordo di chi c’era.

Quelle date emiliane appartenevano all’ultima fase dello Use Your Illusion Tour, la lunghissima tournée cominciata il 20 gennaio 1991 e conclusa il 17 luglio 1993, dopo 192 concerti in 27 paesi. Nel 1993 il giro di concerti aveva preso il nome di Skin N’ Bones e la tappa europea, partita il 22 maggio, si sarebbe chiusa il 13 luglio. Secondo gli archivi curati dai fan, il 30 giugno lo show dei Guns N’ Roses si aprì con It’s So Easy.

Brian May arrivava a quei concerti con un disco solista ancora fresco, Back to the Light, pubblicato nel settembre del 1992 e salito al sesto posto della classifica britannica, trainato da Too Much Love Will Kill You, entrata nella Top 5 inglese, e da Driven by You. Con lui suonava una band di grande esperienza: Cozy Powell alla batteria, Neil Murray al basso, Spike Edney alle tastiere, Jamie Moses alla chitarra e le coriste Catherine Porter e Shelley Preston. Davanti al pubblico dei Guns N’ Roses il chitarrista dei Queen proponeva un set più breve di quello dei concerti da headliner. Anni dopo, in un’intervista ripresa nel 2023 dalla stampa internazionale, May ha ricordato quei mesi come un limbo permanente, perché non si sapeva mai se la band di Axl Rose sarebbe salita sul palco; ha aggiunto però che i Guns N’ Roses dal vivo erano un gruppo straordinario e che con lui si erano comportati in modo molto gentile.

Durante l’esibizione di Brian May, un artista il cui contributo alla musica è incalcolabile, una serie di bottigliette di succo di frutta cominciò a piovere sul palco. Fu un gesto non solo pericoloso, ma anche di profonda mancanza di rispetto verso un musicista che si è sempre distinto per professionalità e passione.

È sconcertante constatare come, in un contesto di festa e di celebrazione della musica, il comportamento incivile di pochi possa gettare un’ombra su un evento tanto atteso. Non esiste alcuna giustificazione per un simile atteggiamento: è un atto da condannare senza esitazione. Quello che dovrebbe essere un incontro di armonia e di condivisione si trasforma così in un teatro di maleducazione, che sminuisce l’esperienza di artisti e spettatori.

Questo episodio, oltre a restare impresso nella memoria di chi come me era presente, dovrebbe servire da monito: la musica dal vivo è un patrimonio da custodire con rispetto ed entusiasmo. Artisti di calibro mondiale come Brian May meritano di esibirsi in un ambiente all’altezza del valore della loro arte. Dietro ogni nota c’è un essere umano che condivide con noi il suo talento, e questo va onorato con il massimo della civiltà e dell’apprezzamento.

Chiudo quindi con un appello al pubblico di ogni evento musicale: celebriamo i nostri idoli con l’entusiasmo che meritano e dimostriamo loro il nostro rispetto. La musica unisce, non divide; eleviamola, invece di degradarla con gesti di inciviltà.

Fonti: setlist.fm; Concert Archives; Here Today… Gone To Hell!; QueenConcerts; uDiscover Music; The Second Disc; La Tercera; Wikipedia.

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