Stick It to Ya degli Slaughter: il CD nel longbox comprato a Miami nel 1991

Copertina dell’album Stick It to Ya degli SlaughterNel 1991 trascorsi dieci giorni a Miami, in Florida, e fra spiagge soleggiate e lo skyline della città il momento più emozionante arrivò dentro un colossale megastore di dischi. Per un appassionato di hard rock era un paradiso: un labirinto di corsie stracolme di CD, un vero tempio per ogni collezionista. Mentre vagavo fra gli scaffali, una copertina catturò la mia attenzione. Era Stick It to Ya degli Slaughter, una band che conoscevo già grazie ai video trasmessi da Videomusic, il canale musicale italiano nato nel 1984 che in quegli anni portava l’hard rock americano nelle nostre case. Trovarlo lì, a migliaia di chilometri da casa, ebbe qualcosa di magico.

A colpirmi fu soprattutto la confezione. Il CD era chiuso in una scatola di cartone rettangolare, alta circa trenta centimetri e larga quindici, il cosiddetto longbox, allora standard nei negozi degli Stati Uniti e del Canada. Dentro c’era la normale custodia di plastica, la stessa a cui ero abituato in Italia. Quel formato aveva una ragione pratica: due longbox affiancati occupavano lo spazio di un LP, così i negozi potevano esporre i CD negli stessi espositori dei vinili, e una scatola così grande era anche più difficile da rubare. Le critiche per lo spreco di cartone erano però già forti. Nel febbraio 1992 i principali produttori statunitensi annunciarono l’abbandono del longbox a partire dall’aprile 1993, e i negozi lo sostituirono con contenitori di plastica antitaccheggio aperti alla cassa. Senza saperlo, stavo portando a casa un pezzo di storia che di lì a poco sarebbe sparito.

Il disco era uscito nel gennaio 1990 per la Chrysalis. Lo avevano prodotto Mark Slaughter e Dana Strum, il cantante e il bassista arrivati dai Vinnie Vincent Invasion, insieme al chitarrista Tim Kelly e al batterista Blas Elias. Mark Slaughter ha raccontato che la Chrysalis tenne fermo l’album per sei mesi, perché non aveva ancora un piano promozionale, e che MTV in un primo momento si rifiutò di trasmettere il video di Up All Night, finito poi in programmazione grazie alle richieste dei fan. Stick It to Ya entrò fra i primi venti della classifica americana e diventò doppio disco di platino, mentre Up All Night, Fly to the Angels e Spend My Life arrivarono tutte fra i primi quaranta singoli. Nel maggio 1990 la band partì in tour con i Kiss come gruppo di apertura dell’Hot in the Shade Tour, e nel gennaio 1991 vinse l’American Music Award come miglior nuovo artista hard rock e heavy metal.

Per me Stick It to Ya resta un esempio perfetto di come gli Slaughter sapessero unire melodie accattivanti e ritmi potenti. Up All Night e Fly to the Angels racchiudono il suono di inizio anni Novanta, con quell’equilibrio fra energia e melodia che li rendeva riconoscibili al primo ascolto. Ricordo quei dieci giorni a Miami con un affetto particolare, non solo per la città ma anche per quel piccolo tesoro entrato nella mia collezione. Ancora oggi, quando ascolto quel disco, mi ritrovo fra le corsie di quel megastore, dove la musica e i ricordi si fondono in un unico momento indimenticabile.

Fonti: Ultimate Classic Rock; Mental Floss; The Christian Science Monitor; Billboard; Rolling Stone Italia; YouTube (intervista a Mark Slaughter, 95.5 KLOS); Wikipedia.

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