Esposto alla grandezza: la rinascita musicale di Vince Neil

Copertina dell’album Exposed di Vince NeilQuando nel 1992 Vince Neil chiuse, almeno per il momento, il capitolo Mötley Crüe per intraprendere la carriera solista, in molti si chiedevano se avrebbe saputo ritagliarsi un proprio spazio. La risposta arrivò il 27 aprile 1993 con Exposed, il suo album di debutto, pubblicato dalla Warner Bros. quasi un anno prima che i Mötley Crüe, con John Corabi alla voce, uscissero con il loro disco omonimo. Il titolo stesso giocava sulla nuova condizione del cantante, per la prima volta da solo sotto i riflettori.

Dietro le quinte c’era un team di prim’ordine, guidato dalla chitarra di Steve Stevens. Noto soprattutto per il lavoro accanto a Billy Idol, Stevens si rivelò il partner ideale per Neil, firmando con lui gran parte dei brani e aggiungendo il suo inconfondibile tocco rock. Fra gli autori comparivano anche Jack Blades di Night Ranger e Damn Yankees, che contribuì con una ballata, e l’ex bassista di Ozzy Osbourne Phil Soussan, coautore fra gli altri dell’iniziale Look in Her Eyes. Proprio con Soussan, però, nacque un serio contrasto: il bassista arrivò a chiedere un’ingiunzione contro l’album, lamentando firme mancanti nei crediti di scrittura. La produzione fu affidata a Ron Nevison, le registrazioni si svolsero nel 1992 al Record Plant di Los Angeles e il missaggio fu curato da Chris Lord-Alge. Durante la lavorazione il gruppo dovette affrontare anche la morte improvvisa del manager Bruce Bird.

Neil e Stevens misero insieme un cast di musicisti di talento. Vik Foxx, che aveva suonato soprattutto con gli Enuff Z’Nuff, si sedette dietro i tamburi, mentre Robbie Buchanan alle tastiere dava profondità e sfumature all’insieme. Nei crediti figurano anche il chitarrista Dave Marshall e il bassista Robbie Crane, poi nei Ratt e nei Lynch Mob, che furono i compagni di Neil soprattutto nel tour; secondo quanto ha raccontato lo stesso Stevens, sul disco le parti di basso le avrebbe suonate lui. Dal vivo la band arrivò ad aprire alcune date dei Van Halen.

Fin dalle prime note di Look in Her Eyes, con il suo potente riff di chitarra, era chiaro che Exposed sarebbe stato tutt’altro che un semplice progetto di contorno. Il suono richiamava da vicino quello di Dr. Feelgood, fra chitarre spinte e chorus diretti, e restava fedele allo stile che aveva reso celebre il cantante, mentre i suoi ex compagni cercavano di avvicinarsi alle sonorità più cupe del momento. Ad anticipare il disco era stata You’re Invited (But Your Friend Can’t Come), uscita nel 1992 e arrivata al diciassettesimo posto della classifica Album Rock di Billboard, seguita da Sister of Pain, che salì fino al dodicesimo, e da Can’t Have Your Cake. Brani come Set Me Free, rilettura di un pezzo degli Sweet, mostravano invece un Neil capace di muoversi fra atmosfere diverse.

Nonostante le perplessità iniziali, Exposed si rivelò un buon successo, arrivando al tredicesimo posto della classifica americana, al quarantaquattresimo in Gran Bretagna e conquistando il disco d’oro in Giappone, anche se negli Stati Uniti non raggiunse la certificazione d’oro. Grazie alla collaborazione con Steve Stevens e all’apporto di un gruppo di musicisti di valore, l’album è diventato un punto di riferimento nella carriera solista di Neil e ha mostrato che il suo talento andava oltre i fasti dei Mötley Crüe, nei quali sarebbe comunque tornato nel 1997.

Fonti: Ultimate Classic Rock; Blabbermouth; Wikipedia.

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