Era una sera qualunque, ero stanco dopo una giornata particolarmente complicata e cercavo qualcosa per staccare la spina. Scorrendo la libreria di Tidal in cerca d’ispirazione tornai a imbattermi in Second Helping, il leggendario secondo album dei Lynyrd Skynyrd. Premetti play e le prime note di Sweet Home Alabama riempirono le mie cuffie. Fui subito catapultato in un’altra dimensione, lontana anni luce dalle preoccupazioni quotidiane e dall’ansia del lockdown. La voce di Ronnie Van Zant, le chitarre di Gary Rossington, Allen Collins ed Ed King, il basso di Leon Wilkeson, le tastiere di Billy Powell e la batteria di Bob Burns mi travolsero come un’onda d’urto, spazzando via lo stress e ricaricandomi di energia.
Uscito il 15 aprile 1974 e prodotto da Al Kooper, Second Helping segnò anche un piccolo cambio di formazione. Sul primo album Ed King aveva suonato il basso, ma secondo il suo stesso racconto Van Zant gli disse senza troppi giri di parole che come bassista non funzionava: Wilkeson, che si era allontanato dal gruppo, venne richiamato e King passò alla chitarra, accanto a Rossington e Collins. L’album salì al dodicesimo posto della classifica americana e negli anni diventò doppio disco di platino.
Il cuore del disco è Sweet Home Alabama, firmata da Van Zant, King e Rossington e nata come risposta a Southern Man e Alabama di Neil Young, che criticavano il razzismo del Sud. Van Zant spiegò nel 1974 che Young, secondo lui, sparava su tutti per colpire uno o due colpevoli. Sull’origine del riff esistono due versioni: King ha raccontato di aver costruito la sua parte sopra un giro che Rossington stava suonando in sala prove, mentre Rossington ha rivendicato la progressione e il riff iniziale. Più curioso è il destino degli assoli, che secondo King gli arrivarono in sogno la notte dopo la scrittura del brano: Kooper li riteneva nella tonalità sbagliata e voleva cambiarli, ma la band si oppose e lui finì per apprezzarli. Il singolo arrivò all’ottavo posto, il miglior risultato nella storia del gruppo. Fra Young e gli Skynyrd, del resto, non c’era vera rivalità: nel 1976 a Knebworth Van Zant salì sul palco con una maglietta di Tonight’s the Night, e nel 2012 Young scrisse nella sua autobiografia che la risposta se l’era meritata, definendo i propri versi accusatori e condiscendenti.
Il resto dell’album non è da meno. Si apre con Workin’ for MCA, una frecciata all’etichetta e al lato affaristico del rock, mentre Don’t Ask Me No Questions, il primo singolo, se la prende con chi si interessava alla band solo dopo il successo. The Ballad of Curtis Loew racconta di un anziano bluesman nero con il suo Dobro e di un ragazzino che raccoglie bottiglie per comprargli il vino e sentirlo suonare, un personaggio nato da figure reali del quartiere di Jacksonville in cui erano cresciuti i Van Zant. The Needle and the Spoon è un cupo avvertimento contro l’eroina, mentre a chiudere c’è Call Me the Breeze, la cover di J.J. Cale tratta dal suo esordio Naturally del 1971, arricchita dai fiati.
Ascoltando quei brani mi ritrovai a sognare un viaggio on the road attraverso gli Stati Uniti, anche se l’unica strada percorribile era quella virtuale di Google Maps. La musica dei Lynyrd Skynyrd era un antidoto alla claustrofobia delle mura domestiche, una finestra spalancata su spazi aperti e libertà. A quasi cinquant’anni dalla sua uscita Second Helping suonava ancora incredibilmente attuale, con i suoi temi universali: la lotta per emergere, le contraddizioni del sogno americano, il desiderio di riscatto. In un’epoca in cui la musica sembra spesso un prodotto usa e getta, riscoprire un album così autentico è stata una boccata d’ossigeno, un modo per riconnettersi con le radici più pure del rock.
Chiudendo Tidal dopo l’ascolto mi sentivo rigenerato e pronto ad affrontare nuove sfide. In fondo è questo il potere della grande musica: darci la carica per andare avanti, anche quando il mondo là fuori sembra impazzito. Pochi sanno farlo bene come i Lynyrd Skynyrd con Second Helping.
Fonti: Sound On Sound; Louder; American Songwriter; uDiscover; Ultimate Classic Rock; Guitar World; Premier Guitar; YouTube (Ed King intervistato da Marty Music; Gary Rossington ed Ed King sulle origini di Sweet Home Alabama); Wikipedia.




