Echi di ribellione nel 1996: “The Beautiful People” e le notti di Milano al Gasoline Club

Copertina del disco Antichrist Superstar di Marilyn Manson

Durante una delle tante serate memorabili del 1996 al Gasoline di Milano, l’entusiasmo raggiunse l’apice quando risuonò per la prima volta The Beautiful People di Marilyn Manson, il singolo che anticipava il provocatorio album Antichrist Superstar. Il brano, diventato rapidamente un inno per molti ragazzi, vibrava potente fra le pareti del club con la sua energia ribelle e la sua critica sociale, perfettamente in sintonia con l’atmosfera anticonformista del locale.

The Beautiful People era stato pubblicato il 22 settembre 1996 come primo estratto del disco, uscito poi l’8 ottobre per Nothing Records e Interscope. Il singolo era arrivato al ventiseiesimo posto della classifica Modern Rock di Billboard e al ventinovesimo di quella Mainstream Rock, oltre a diventare il primo brano della band a entrare fra i primi venti della classifica dei singoli britannica. L’album, dal canto suo, ha debuttato al terzo posto della Billboard 200 con circa 132.000 copie vendute nella prima settimana e a dicembre era già disco di platino negli Stati Uniti; secondo i dati diffusi nel 2010, le copie vendute in America sono arrivate a quasi due milioni.

Antichrist Superstar, frutto della collaborazione fra Manson e Trent Reznor, si distingueva per i suoi temi oscuri e provocatori, miscelando elementi industrial e metal e contribuendo a definire il suono del rock di fine anni Novanta. Fu registrato in circa otto mesi, fra il febbraio e l’agosto del 1996, ai Nothing Studios di New Orleans, con Manson, Reznor e Sean Beavan alla produzione, mentre Dave Ogilvie, coinvolto all’inizio, fu poi allontanato. Concepito come un concept album, quasi un’opera rock, e primo capitolo di una trilogia completata da Mechanical Animals e Holy Wood, racconta l’ascesa di una figura demagogica e soprannaturale che prende il potere per portare il mondo verso l’apocalisse, usando questa storia come critica alle componenti più autoritarie della destra conservatrice e religiosa americana e attingendo all’idea di superuomo di Nietzsche. La presenza di quel singolo nelle serate del Gasoline non era solo un evento musicale, ma un vero manifesto generazionale, un grido di sfida alle convenzioni di una società che appariva sempre più conformista.

Nei mesi successivi alla fine del mio servizio militare frequentai assiduamente il Gasoline, trovandomi immerso in serate uniche in cui la musica di Manson, insieme a pezzi funk e hard rock, faceva da sfondo a una gioventù ansiosa di tornare a rompere gli schemi. La sala era sempre piena di energia, spesso frequentata da bellissime modelle presenti in città per impegni nel mondo della moda. Quel periodo rimane impresso nella mia memoria per il divertimento sconfinato che ci offrì. Oggi che il Gasoline ha cambiato nome, resta il rimpianto per quelle incredibili notti di festa e di musica intensa.

Fonti: Wikipedia.

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