Tribute band o brani originali? Due strade per chi suona hard rock e heavy metal

Illustrazione di una band heavy metal sul palcoNel mondo dell’hard rock e dell’heavy metal c’è una distinzione che pesa sulla carriera di ogni musicista: formare una tribute band o proporre brani propri. Entrambe le scelte hanno vantaggi e svantaggi e incidono profondamente sull’esperienza artistica di chi le compie.

Le tribute band si dedicano a riprodurre fedelmente il suono, l’immagine e lo spettacolo di gruppi celebri. Possono contare su un repertorio di brani già amati dal pubblico, che crea un legame immediato con chi ascolta, e spesso su una base di fan pronta a rivivere l’esperienza dei propri idoli. Il prezzo da pagare è una creatività limitata: chi suona deve restare fedele allo stile di altri, mettendo da parte la propria espressione personale.

Chi sceglie di proporre materiale originale affronta una sfida più dura, ma potenzialmente più appagante. Comporre brani inediti richiede talento, dedizione e la capacità di distinguersi in un mercato saturo e oggi molto complicato. In cambio offre la possibilità di esprimere una visione artistica, sperimentare sonorità nuove e costruire un’identità riconoscibile, anche se il cammino verso il successo può rivelarsi lungo e incerto e richiede un impegno costante nella promozione e nella cura del proprio stile.

A volte le due strade si incrociano in modo sorprendente. Tim Owens cantava nei British Steel, una tribute band dei Judas Priest da un cui brano aveva preso il soprannome Ripper, quando nel 1996 fu scelto proprio dai Priest per sostituire Rob Halford. Con loro incise due album in studio, Jugulator nel 1997 e Demolition nel 2001, e la sua storia ispirò liberamente il film Rock Star, uscito nel 2001, da cui sia la band sia lo stesso Owens presero le distanze. Qualcosa di simile accadde ad Arnel Pineda. Il 28 giugno 2007 Neal Schon vide su YouTube i video dei The Zoo, il gruppo filippino con cui Pineda cantava soprattutto cover, molte delle quali dei Journey. Il 5 dicembre di quell’anno Pineda diventò il nuovo cantante della band, e Revelation, uscito il 3 giugno 2008, debuttò al quinto posto della classifica americana e conquistò il disco di platino.

Nell’hard rock e nell’heavy metal entrambe le scelte hanno i loro pregi. Le tribute band permettono ai fan di rivivere l’energia dei loro artisti prediletti, regalando un’esperienza nostalgica e coinvolgente. Resta però innegabile che l’evoluzione del genere dipenda da chi osa proporre qualcosa di nuovo: gruppi come Metallica, Iron Maiden e Judas Priest sono diventati leggendari proprio grazie alla capacità di sperimentare e di sviluppare un suono personale. Spetta a ogni musicista scegliere il percorso che meglio rispecchia la propria passione e la propria ambizione. Qualunque sia la strada, autenticità, impegno e amore per la musica restano gli elementi su cui si costruisce un segno duraturo nel cuore del pubblico.

Fonti: Blabbermouth; Biography; Wikipedia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Input

Volume

Gain

Treble

Bass

Standby
Power
On

Il pezzo finisce qui
ma il concerto continua
su Instagram

Aneddoti, retroscena e approfondimenti hard rock e metal. Nessun cliché, solo passione

Alza il volume · @hardigor