Per chi ama il rock, la batteria e le percussioni c’è un libro dedicato a uno dei grandi batteristi britannici: Dance With The Devil: The Cozy Powell Story di Laura Shenton, pubblicato da Wymer Publishing e oggi disponibile in un’edizione rivista e ampliata. La prima edizione era uscita il 20 marzo 2020, presentata dall’editore come la prima biografia dedicata al musicista, attesa da tempo. L’autrice, laureata con un master in “Music Since 1900” alla Liverpool Hope University, ha poi aggiornato il testo, e la nuova versione è stata recensita in Gran Bretagna nel settembre 2024 insieme a un secondo volume che Shenton ha dedicato a Powell, il fotografico Cozy Powell: A Life In Vision.
Cozy Powell, all’anagrafe Colin Trevor Flooks, era nato il 29 dicembre 1947 a Cirencester, nel Gloucestershire, ed è stato una vera forza della natura dietro pelli e tamburi. Dal 1970 al 1972 ha suonato nel Jeff Beck Group, poi nei Bedlam, e nel gennaio 1974 il suo singolo Dance with the Devil, uno dei successi prodotti da Mickie Most, è arrivato al terzo posto della classifica britannica. Dal 1975 al 1980 è stato il batterista dei Rainbow di Ritchie Blackmore: suo l’attacco epico di Stargazer, che apre Rainbow Rising (1976), mentre il suo ultimo concerto con la band è stato quello che il 16 agosto 1980 ha chiuso la prima edizione del Monsters of Rock a Castle Donington.
Negli anni successivi è passato per il Michael Schenker Group e per i Whitesnake, con cui ha inciso Slide It In (1984) e suonato al Rock in Rio del 1985, quindi per Emerson, Lake & Powell. Con i Black Sabbath di Tony Iommi ha registrato Headless Cross (1989) e Tyr (1990), tornando nel gruppo anche a metà degli anni Novanta, e ha accompagnato a lungo Brian May, suonando negli album Back to the Light (1992) e Another World (1998). È morto il 5 aprile 1998, a cinquant’anni, in un incidente stradale sull’autostrada M4, vicino a Bristol.
Il libro ripercorre questo cammino partendo dall’infanzia e dall’adozione, per passare alle prime band, The Corals, The Sorcerers e Youngblood, e arrivare al periodo con Jeff Beck, raccontato anche attraverso le due versioni del suo provino. Seguono la stagione dei Rainbow, i lavori solisti e gli anni con i Black Sabbath, insieme a una panoramica della discografia e a un elenco dei concerti. Un capitolo è dedicato alla passione per i motori: a metà degli anni Settanta Powell ha corso per qualche mese sui circuiti britannici delle vetture turismo con una Mazda RX3 sponsorizzata da Hitachi e, per un periodo, ha lasciato la musica per dedicarsi alle corse in moto.
Una recensione britannica dell’edizione aggiornata ha giudicato il testo ben scritto e costruito su una buona ricerca documentale, apprezzando in particolare il capitolo sulle corse e l’elenco dei concerti. Allo stesso tempo ha segnalato alcune occasioni mancate, come il poco spazio dedicato al lavoro in studio come session man, agli album solisti e agli stessi Rainbow, oltre al ricorso frequente a interviste già pubblicate. È un quadro onesto, che non toglie interesse alla biografia di un musicista così importante per chi suona la batteria.
Non vedo l’ora di immergermi in queste pagine e scoprire le storie e le sfide che hanno segnato la vita di Cozy. Che siate musicisti, appassionati di rock o semplicemente curiosi di conoscere una delle figure più carismatiche del drumming mondiale, il libro offre un ritratto ampio del personaggio. In futuro non mancherà la mia recensione nella sezione “Letture vissute” del blog.
Fonti: Blabbermouth; Get Ready to Rock!; MusicRadar; Wikipedia.




