Accordi in fermentazione: il brand metal nell’era della birra

Una pinta ed una lattina di birra griffate con il marchio di una band heavy metalFra i tanti modi in cui le band hanno allargato il proprio marchio oltre i dischi e le magliette, uno dei più riusciti passa dal bancone di un pub. Nel giugno 2012 i Motörhead lanciarono in Svezia la Bastards Lager, una lager chiara prodotta dal birrificio Krönleins e venduta attraverso Systembolaget, la catena statale che in Svezia gestisce la vendita degli alcolici. La band la presentò come la prima vera birra rock del mondo, dopo aver già messo in commercio un vino Shiraz con il proprio nome nel 2011. L’anno seguente arrivò anche una lager degli AC/DC, prodotta in Germania secondo l’editto della purezza del 1516, mentre band come Kiss, Whitesnake e Warrant avevano già una bevanda alcolica con il loro marchio. Il lancio delle prime birre metal fu accolto con un misto di curiosità e scetticismo. Nessuno poteva prevedere l’impatto che avrebbero avuto.

La svolta arrivò nel maggio 2013 con la Trooper degli Iron Maiden, una premium ale prodotta dalla Robinsons, storico birrificio di Stockport, in Inghilterra. Bruce Dickinson ne curò la ricetta insieme al mastro birraio Martyn Weeks e spiegò che il birrificio, forte di birre molto rispettate, non voleva vedere la propria reputazione rovinata da un gruppo di rockstar. Il messaggio era chiaro: doveva essere una birra di qualità, non una trovata pubblicitaria. I fan abbracciarono con entusiasmo questa nuova forma di connessione con le loro band preferite. Non si trattava di bere una birra qualsiasi mentre si ascoltava musica, era un modo tangibile per sentirsi vicini ai propri artisti.

Il successo fu rapido e sorprendente. Nel primo anno la Trooper vendette cinque milioni di pinte, in un periodo in cui il mercato britannico della birra perdeva quasi il 5% delle vendite. Quasi metà della produzione, inoltre, partiva per l’estero. Al decimo compleanno, nel maggio 2023, le pinte vendute avevano superato i 35 milioni in 68 paesi. Il marchio era ormai diventato una famiglia di birre, dalla stout Fear of the Dark alla pils Sun and Steel con il sakè, fino alla imperial stout Trooper X creata per l’anniversario. Queste partnership stavano costruendo un nuovo tipo di legame tra artisti e fan, fino a poco tempo prima affidato quasi esclusivamente ai dischi e al merchandising.

Dietro questi risultati, tuttavia, si celavano sfide significative. Le band si trovarono a muoversi nel complesso mondo della produzione e distribuzione di bevande, un settore molto diverso da quello musicale a cui erano abituate. Per questo la strada più battuta è stata la collaborazione con birrifici e distillerie già affermati. Non tutte le iniziative hanno avuto la stessa fortuna, mentre quelle che hanno trovato il giusto equilibrio hanno raccolto risultati notevoli. L’impatto del fenomeno è andato oltre l’aspetto economico. In un’epoca in cui l’industria musicale faticava ad adattarsi all’era digitale, queste collaborazioni hanno offerto alle band una nuova fonte di reddito e un modo per mantenere vivo il legame con i fan, trasformandole in veri e propri lifestyle brand.

L’idea si è presto estesa anche ai superalcolici. Nel 2018 i Metallica hanno presentato Blackened, un whiskey americano creato con il mastro distillatore Dave Pickerell. Durante l’affinamento le botti vengono investite dalle frequenze più basse della musica della band, con un procedimento chiamato Black Noise e sviluppato insieme a Meyer Sound. Secondo Pickerell le vibrazioni favoriscono l’interazione tra il whiskey e il legno, arricchendone il gusto.

Oggi la fusione tra metal e birra ha dimostrato di essere molto più di una tendenza passeggera. Mentre nuove band continuano a unirsi a questo movimento con idee e sapori nuovi, una cosa è certa: questa alleanza inaspettata ha cambiato il modo di vivere e condividere la passione per il metal, un brindisi sonoro che risuona ben oltre i confini dei concerti. In un’industria in costante evoluzione, il connubio tra metal e birra continua a dimostrare che, con la giusta miscela di creatività e passione, si possono creare armonie che vanno ben oltre le note musicali.

Fonti: Blabbermouth; NME; Marketing Stockport; Metallica.com.

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