Stephen King e l’heavy metal: i brani nati dai suoi romanzi, dagli Anthrax ai Metallica

Un libro antico aperto accanto a una chitarra in una stanza buiaL’heavy metal e la letteratura horror condividono un legame profondo, perché entrambi esplorano i lati più oscuri dell’esperienza umana. Fin dalle origini il metal ha attinto alle atmosfere cupe e ai temi inquietanti della narrativa del terrore, dai castelli infestati della tradizione gotica alle visioni dell’orrore cosmico. Fra gli autori che hanno lasciato il segno sul genere, Stephen King occupa un posto speciale, perché il rapporto è andato in entrambe le direzioni: i musicisti hanno letto i suoi libri, e lui ha sempre ascoltato la loro musica.

Gli Anthrax sono forse l’esempio più evidente. Il brano che dà il titolo ad Among the Living, del 1987, nasce da L’ombra dello scorpione e dal suo antagonista Randall Flagg, che ispirò anche la copertina, mentre A Skeleton in the Closet, sullo stesso album, si rifà al racconto Un ragazzo sveglio, contenuto in Stagioni diverse. Più avanti la serie della Torre Nera ha ispirato Lone Justice e Breathing Lightning. Scott Ian è un collezionista appassionato di prime edizioni di King e ha firmato la prefazione di un’edizione di L’ombra dello scorpione, e lo scrittore ha ricambiato: nel racconto Finn, uscito nel 2024 nella raccolta You Like It Darker, il brano Madhouse degli Anthrax viene usato come strumento di tortura.

Anche i Metallica devono qualcosa a King. Kirk Hammett ha raccontato di aver preso l’espressione “ride the lightning”, con cui un condannato a morte allude alla sedia elettrica, proprio da un passaggio di L’ombra dello scorpione, suggerendola poi a James Hetfield: diventò il titolo di Ride the Lightning, il secondo album della band. Nel 1989 i Ramones, di cui King è un grande fan, scrissero Pet Sematary per il film tratto dal suo romanzo, arrivando al quarto posto della classifica rock alternativa americana: secondo Marky Ramone, King diede il libro a Dee Dee, che scrisse il pezzo in meno di un’ora, mentre lo scrittore ricorda una cena in un ristorante di Bangor e non rammenta di aver parlato del romanzo. Fra gli altri omaggi ci sono Tommyknockers dei Blind Guardian, del 1990, e 7 Days to the Wolves dei Nightwish, ispirato a I lupi del Calla, mentre la stampa ha collegato a Shining il brano The Shining dei Black Sabbath, che apre The Eternal Idol. Il gruppo punk Pennywise, infine, ha preso il nome dal clown di It.

L’amore di King per il rock duro è altrettanto noto. Per Brivido, l’unico film che abbia mai diretto, uscito nel 1986, scelse gli AC/DC, che per la colonna sonora Who Made Who incisero tre brani nuovi: Who Made Who, D.T. e Chase the Ace. In un servizio di MTV dell’epoca la band raccontò che era stato lo stesso King a scegliere anche i pezzi più vecchi da inserire nel disco. Nel 2015, in un programma della BBC, lo scrittore ha definito gli AC/DC la migliore band rock e blues di tutti i tempi. Per anni ha posseduto a Bangor, nel Maine, una radio rock, WKIT, presentata come la stazione rock ’n’ roll di Stephen King, e nella miniserie del 1994 tratta da L’ombra dello scorpione la scena d’apertura è accompagnata da Don’t Fear the Reaper dei Blue Öyster Cult, un brano che King ha rivendicato di essere stato il primo a portare sullo schermo.

Questo dialogo fra King e il metal continua ancora oggi, con nuove generazioni di musicisti che reinterpretano le sue storie. Il legame fra letteratura horror e musica pesante va oltre i riferimenti nei testi e invita i fan non solo ad ascoltare, ma anche a immergersi nelle opere che hanno ispirato i loro brani preferiti. Chi vuole cominciare da qui può prendere in mano L’ombra dello scorpione e poi rimettere sul piatto Among the Living: è il modo migliore per scoprire quanto la pagina scritta e il thrash metal possano parlarsi.

Fonti: Kerrang!; Louder; Loudwire; Blabbermouth; Decibel; Rolling Stone; Ultimate Classic Rock; Boston Globe; YouTube (servizio di MTV sugli AC/DC e Maximum Overdrive, 1986; Marky Ramone su Pet Sematary, Simon & Schuster); Wikipedia.

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