Alice Cooper e il golf: la doppia vita del padrino dello shock rock
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Quasi ogni mattina, anche quando è in tour, Alice Cooper si sveglia verso le sette per andare a giocare a golf: nove buche nei giorni di concerto, diciotto in quelli liberi. Qualche ora più tardi lo stesso uomo sale sul palco fra sangue finto, bambole decapitate, la ghigliottina della sua finta esecuzione e i serpenti che da decenni fanno parte del suo spettacolo. All’anagrafe si chiamava Vincent Damon Furnier, ma negli anni Settanta ha adottato legalmente il nome del suo personaggio. Eppure, quando parla di Alice, lo fa spesso in terza persona: ha spiegato che durante il golf non pensa allo show e che lui, Alice, durante lo show non pensa al golf.
Quella passione nasce da un periodo buio. Negli anni Settanta Cooper arrivò a bere quasi un litro di whisky al giorno e alla fine del decennio si fece ricoverare in una clinica di New York per disintossicarsi. Il golf entrò nella sua vita in quegli anni, su suggerimento di un amico, e diventò il modo per tenersi lontano dalla bottiglia. Nei primi tempi giocava trentasei buche ogni mattina, sempre in compagnia dei professionisti dei circoli. In un’intervista alla BBC ha raccontato di aver avuto bisogno di una dipendenza che non lo uccidesse, visto che tutte le altre lo stavano uccidendo. In un’altra occasione ha riassunto il concetto dicendo che c’è chi si affida a Dio e chi, come lui, si è affidato al golf.
Nel 2007 ha raccontato questa storia in Alice Cooper, Golf Monster, scritto con Keith e Kent Zimmerman, il cui sottotitolo prometteva i dodici passi di un rocker per diventare un golf addict. Nel libro ripercorre la carriera, la lotta con l’alcol e le amicizie con musicisti e campioni. Nel frattempo è diventato un giocatore vero: è sceso fino a un handicap di 4, ha gareggiato nei Pro Am ed è amico di John Daly. Da quasi trent’anni organizza anche un torneo di golf benefico.
L’altra metà della sua vita fuori dal palco porta il nome di Solid Rock. È l’organizzazione senza scopo di lucro fondata nel 1995 con la moglie Sheryl, sposata nel 1976 e da sempre al suo fianco anche in scena come ballerina e coreografa, e con l’amico Chuck Savale. Nel maggio 2012 ha aperto a Phoenix il primo Rock Teen Center, a cui si sono aggiunti quelli di Mesa e di Goodyear. I ragazzi fra i 13 e i 20 anni vi seguono gratuitamente lezioni di chitarra, basso, batteria, canto, danza e arte, oltre a corsi di tecnica del suono, luci e riprese video.
Il personaggio che da più di cinquant’anni spaventa le platee di mezzo mondo convive così con un uomo che la mattina conta i colpi sul green e che, attraverso la sua fondazione, aiuta i ragazzi a trovare la propria strada. Due facce della stessa medaglia, tenute in equilibrio con una disciplina che pochi, guardandolo sul palco, immaginerebbero.
Fonti: NPR Fresh Air; Club + Resort Business; WMMO; Crown Publishing; Alice Cooper’s Solid Rock; 12News; Phoenix New Times; Wikipedia.