Face Down in the Gutter: la gemma nascosta degli XYZ che meritava di più
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Mi ricordo ancora quando mi avvicinai agli XYZ nei primi anni Novanta. Ero nel pieno della mia fase di esplorazione, sempre a caccia di nuove band da ascoltare, e mi imbattei in Face Down in the Gutter dentro una compilation in cassetta che mi era stata prestata. Fu uno di quei momenti che ogni appassionato conosce bene, quando un brano ti arriva nelle ossa e nell’anima. Il fatto che fossero sotto contratto con la Capitol mi fece pensare che fossero destinati a sfondare: la produzione era potente, pulita, professionale, tutto quello che ci si aspettava da una major, e l’abilità strumentale della band era evidente. Ancora oggi, quando ho voglia di hard rock diretto e senza compromessi, torno a quel riff trascinante e a un chorus che non ha perso un grammo della sua energia.
La storia degli XYZ comincia lontano dalla California, a Lione, in Francia, dove il bassista Pat Fontaine guidava un trio che portava già quel nome. Il gruppo si trasferì poi a Los Angeles e diventò una presenza fissa del Sunset Strip e del Whisky a Go Go. Anche il cantante Terry Ilous era nato a Lione e nel 1986 si era trasferito a Hollywood. Notati dalla Enigma, gli XYZ pubblicarono il primo album nell’ottobre 1989 con la produzione di Don Dokken, che partecipò anche ai cori. Con Ilous, Fontaine, il chitarrista Marc Diglio e il batterista Paul Monroe, il disco arrivò al novantanovesimo posto della classifica americana, mentre Inside Out e What Keeps Me Loving You passarono con discreta frequenza nelle radio.
Il passo successivo fu la Capitol, che nel settembre 1991 pubblicò Hungry, prodotto da George Tutko con Neil Kernon. Intervistati nel programma di MTVHeadbanger’s Ball, Ilous e Fontaine spiegarono di aver cercato un suono più vicino a quello dei concerti, trattando lo studio come se fosse un palco. Face Down in the Gutter apriva l’album e ne fu il singolo, con un video diretto da Michael Bay che passò a Headbanger’s Ball ma ebbe poco spazio nel resto della programmazione di MTV, a quanto pare per gli abiti succinti delle ragazze che vi comparivano. Nella stessa intervista Ilous raccontò che il brano parla di una solitudine da sabato sera, quella in cui nessuno si prende cura di te e rischi di finire a faccia in giù nel rigagnolo. Nel disco trovava posto anche una versione di Fire and Water dei Free, e per promuoverlo la band partì in tour con i Foreigner. Hungry, però, non entrò in classifica.
Il resto lo fece il cambiamento dei gusti. Anni dopo Ilous ha ammesso di non aver visto arrivare il grunge e di aver sottovalutato, durante le registrazioni, quello che stava per succedere. Diglio e Monroe lasciarono il gruppo, la Capitol chiuse il contratto come fecero molte etichette con le band rock di quel periodo, e alla fine del 1992 gli XYZ si fermarono. Sono tornati intorno al 2002, con l’album Letter to God l’anno seguente, mentre Ilous fra il 2010 e il 2018 è stato il cantante dei Great White.
Gli XYZ avevano tutto: musicisti preparati, attitudine, un cantante carismatico, il sostegno di una major e un produttore come Don Dokken all’esordio. Eppure, come tante altre band valide dell’epoca, furono messi da parte con l’arrivo dell’ondata grunge. Oggi la situazione è ancora più complessa, perché le dinamiche dell’industria musicale sono diventate così contorte che tantissimi musicisti di talento, in ogni angolo del pianeta e in ogni genere, restano nell’ombra nonostante meritino ben altra visibilità. Gli XYZ rimangono per me l’esempio perfetto di come il talento, purtroppo, non sia sempre sufficiente. Ascoltiamo insieme questo spettacolare singolo.
Fonti: Blabbermouth; Sleaze Roxx; Classic Rock History; Limelight Magazine; Discogs; YouTube (intervista a Terry Ilous e Pat Fontaine a Headbanger’s Ball, 1991; intervista a Terry Ilous, Rock Interview Series, 2021); Wikipedia.