Libri rock: “Into the Fire” ci porta nel cuore dei Dokken

Copertina del libro Into the Fire di James Curl sui DokkenHo da poco notato, con grande piacere, l’esistenza di questo libro sui Dokken, che non sapevo fosse stato dato alle stampe. Il titolo completo è Dokken: Into the Fire and Other Embers of 80’s Metal History e l’autore è James Curl. I cataloghi librari lo indicano uscito nel 2020 per JC Publications e già l’anno successivo alcuni blog specializzati ne hanno pubblicato le prime recensioni. Il volume si presenta come un racconto completo su una delle band più esplosive degli anni Ottanta. Leggendo la quarta di copertina, è particolarmente interessante notare come Curl voglia restituire il punto di vista diretto di Don Dokken e Jeff Pilson, che ha intervistato personalmente. Accanto alle loro voci trovano posto interviste raccolte nel corso degli anni con George Lynch e, in misura minore, con Mick Brown, oltre ai contributi di musicisti come Juan Croucier, Reb Beach, John Norum e Jon Levin.

La promessa è quella di capire cosa sia successo davvero dietro le quinte di album come Tooth and Nail (1984), Under Lock and Key (1985) e Back for the Attack (1987), dischi che hanno contribuito in modo decisivo a definire un’epoca. Under Lock and Key, uscito per Elektra il 22 novembre 1985 con la produzione di Neil Kernon e Michael Wagener, è salito al trentaduesimo posto della Billboard 200, è rimasto in classifica per 67 settimane ed è diventato disco di platino nel 1987, trainato da singoli come The Hunter e In My Dreams. Nel febbraio di quello stesso anno è uscito come singolo Dream Warriors, registrato per la colonna sonora del film A Nightmare on Elm Street 3: Dream Warriors, che ha fatto conoscere la band a molti appassionati britannici. Back for the Attack, pubblicato il 27 novembre 1987, è stato il loro album di maggior successo: tredicesimo posto negli Stati Uniti e un altro disco di platino.

Nell’estate del 1988 i Dokken hanno diviso i palchi del tour Monsters of Rock con Van Halen, Scorpions, Metallica e Kingdom Come, dopo aver aperto a metà decennio i concerti di Judas Priest, AC/DC e Kiss. Dai concerti giapponesi di aprile è nato il live Beast from the East, uscito nel novembre 1988, disco d’oro e candidato alla prima edizione del Grammy per la Best Metal Performance. La band sembrava a un passo dal diventare una delle più importanti formazioni hard and heavy al mondo. Nel marzo 1989, invece, è arrivato lo scioglimento, legato alle divergenze artistiche e personali fra Don Dokken e George Lynch, e Lynch e Brown hanno fondato i Lynch Mob. Quanto abbiano pesato altri fattori, dagli eccessi al denaro fino agli ego, è una delle domande a cui il libro promette di rispondere pagina dopo pagina.

Il racconto parte da lontano, ben prima della nascita del gruppo: dalle band in cui militavano i futuri componenti e dal periodo trascorso da Don Dokken in Germania, fino agli inizi sul Sunset Strip di Los Angeles, di cui il volume ripercorre anche la storia. Nella prima formazione al basso c’era Juan Croucier, che nel 1983 ha lasciato il posto a Jeff Pilson per entrare nei Ratt. Da lì è nato il quartetto classico: Don Dokken, George Lynch, Jeff Pilson e Mick Brown, quattro ragazzi con un sogno. La narrazione arriva poi fino al 2019 e alla situazione della band in quel momento.

Questa storia non sembra la solita biografia musicale asettica e solo cronologica. Una delle prime recensioni parla di aneddoti di studio, di composizione e di vita on the road, ma anche di un conflitto fra Don e George che attraversa tutto il libro, a tratti in modo ripetitivo. Qui si racconta dall’interno una band capace di andare oltre l’etichetta di hair metal e di scrivere la colonna sonora di innumerevoli vite. Non vedo l’ora di cominciare la lettura e, appena possibile, pubblicherò la recensione completa nella sezione “Letture vissute” del blog.

Fonti: 2loud2oldmusic; Alibris; Metal Music Archives; Uber Rock; Wikipedia.

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