Michael Monroe e Axl Rose: il cerchio di candele per Stiv Bators

Locandina del singolo Ain’t It Fun dei Guns N’ RosesLa registrazione di Ain’t It Fun per The Spaghetti Incident? dei Guns N’ Roses non fu solo una sessione in studio di routine, fu molto di più. L’atmosfera che vibrava nello studio, carica di una profondità palpabile, fu un misto di rispetto e raccoglimento. Non si trattò solo di registrare una cover, fu un omaggio, un rituale per celebrare la memoria di Stiv Bators, la voce dei Dead Boys, una figura di riferimento per Michael Monroe. Quel senso di solennità, quella speciale atmosfera trovò una forma tangibile, un’immagine indelebile nella memoria di chi era presente: un cerchio di candele accese intorno a Michael Monroe e Axl Rose. Non si trattò di un semplice dettaglio scenografico. Come ha raccontato Monroe, era proprio Stiv Bators ad avere l’abitudine di disporre candele accese in cerchio intorno ai cantanti durante le sessioni. Era come se le candele avessero creato un’isola di luce e silenzio, un rifugio sacro in cui ricordare e onorare un amico e un punto di riferimento perduto. È da qui che inizia la vera storia. In quel cerchio di luce tremolante, lontano dal rumore e dalle intrusioni del mondo esterno, i due musicisti cantarono il brano uno di fronte all’altro. Fu un rifugio temporaneo dalla pressione e dalle aspettative sulle loro carriere in quegli anni incredibili. L’amicizia tra Axl e Michael, in quel periodo, fu molto intensa. Si conobbero nel 1989 a Manhattan, sul set del video di Dead, Jail or Rock ‘n’ Roll, singolo solista di Monroe, instaurando un legame che andò oltre la semplice collaborazione professionale. Ricordiamo che Axl e Izzy, nel loro primo e non semplice periodo a Los Angeles, furono molto influenzati dal sound e dall’immagine degli Hanoi Rocks. Il cerchio di candele in quella sessione di registrazione divenne così anche il simbolo di questo legame nel ricordo di Stiv Bators, un riparo all’interno del quale poterono forgiare il loro intenso tributo. Quelle fiammelle furono una difesa contro il mondo esterno, un modo per creare uno spazio sicuro e privato dove l’ispirazione potesse fluire liberamente. Quella barriera di fiamma, oltre che protettiva, rappresentò anche un confine tra il mondo reale e un’altra dimensione.

Questo momento di arte assoluta ci ricorda la potenza selvaggia eppure così fragile della musica punk. Pensando a questa fusione tra Michael e Axl, non si può fare a meno di ricordare i Dead Boys e il loro carismatico cantante, Stiv Bators. Come la luce tremolante delle candele, la musica di questa band bruciò intensamente, lasciando però un’eredità indelebile e abrasiva. Stiv morì a Parigi il 4 giugno 1990, dopo essere stato investito da un’auto, per il trauma cranico riportato nell’incidente. Aveva espresso il desiderio che le sue ceneri venissero sparse sulla tomba di Jim Morrison, al cimitero di Père-Lachaise. Stando a quanto riferito, la sua compagna Caroline lo accontentò. Quel cerchio di fiamme rappresentò un legame tra passato, presente e futuro che risuona potente nella registrazione finale. Ascoltiamola insieme.

Fonti: Louder (racconto di Michael Monroe); Rock Celebrities; Slice the Life; Dangerous Minds.

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