La musica piange John Sykes: un ricordo del suo talento ineguagliabile

John Sykes con la chitarra, in bianco e neroIl mondo della musica è in lutto per la scomparsa di John Sykes, leggendario chitarrista la cui carriera ha attraversato quattro decenni lasciando un’impronta indelebile nella storia dell’hard & heavy. La notizia è arrivata il 20 gennaio 2025: Sykes se n’era andato a 65 anni dopo una lunga battaglia contro il cancro. In seguito è stato precisato che la morte risaliva al dicembre 2024. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile nel cuore di fan, colleghi musicisti e nell’intera industria musicale. Questo pensiero vuole essere un tributo alla sua straordinaria vita e ai suoi inestimabili contributi al mondo musicale.

Nato il 29 luglio 1959 a Reading, Berkshire, in Inghilterra, John James Sykes mostrò fin da giovanissimo una spiccata passione per le sette note. Si avvicinò alla chitarra acustica ispirato da Eric Clapton, dando inizio a quello che sarebbe diventato un viaggio musicale leggendario. Il suo stile unico si formò amalgamando influenze diverse: oltre a Clapton, Sykes trasse ispirazione da icone della chitarra come Gary Moore, Jimmy Page dei Led Zeppelin, Michael Schenker e Uli Jon Roth. Questa fusione di influenze si riflesse nel suo stile caratterizzato da velocità fulminea, melodie intricate e un fraseggio estremamente espressivo.

La carriera professionale di Sykes iniziò nei primi anni Ottanta, prima con gli Streetfighter e poi con i Tygers of Pan Tang. Con i Tygers contribuì agli album Spellbound e Crazy Nights, entrambi del 1981, dando evidenza già allora del suo notevole talento. Dopo aver inciso con Phil Lynott il singolo Please Don’t Leave Me, fu il suo ingresso nei Thin Lizzy a catapultarlo sulla scena internazionale. Il suo contributo all’interno dell’album Thunder and Lightning (1983) diede nuova vita al suono della band, spingendola verso sonorità più dure e guadagnandosi il plauso di critica e pubblico. Il punto di svolta nella carriera di Sykes arrivò però con i Whitesnake di David Coverdale. Entrò nella band nel 1984 e registrò di nuovo le chitarre della versione americana di Slide It In. Fu con il disco omonimo del 1987 che Sykes raggiunse l’apice del successo commerciale e la notorietà planetaria. Il lavoro, di cui firmò con Coverdale nove brani su undici, arrivò al secondo posto della classifica americana e conteneva hit come Still of the Night, Is This Love e Here I Go Again, dove il virtuosismo chitarristico di Sykes brillava in tutto il suo splendore. Nonostante il successo, le tensioni creative con Coverdale portarono a una separazione controversa, con il cantante che lo allontanò prima ancora dell’uscita del disco. Quella rottura non offuscò comunque il contributo fondamentale di Sykes al sound del Serpente Bianco.

Dopo l’esperienza con i Whitesnake, Sykes formò i Blue Murder con Carmine Appice e Tony Franklin, dimostrando le sue capacità come chitarrista e anche come cantante e compositore. L’album di debutto omonimo del 1989 fu acclamato dalla critica, consolidando ulteriormente la reputazione di Sykes come uno dei migliori chitarristi del suo tempo. La carriera solista di Sykes, iniziata negli anni Novanta, gli permise di esplorare nuove direzioni musicali. Album come Out of My Tree (1995), Loveland (1997) e 20th Century (1997) mostrarono la sua continua evoluzione come musicista, fondendo il suo caratteristico stile heavy metal con elementi di blues e rock progressivo. Dal 1996 al 2009 guidò inoltre una nuova formazione dei Thin Lizzy insieme a Scott Gorham e Brian Downey.

Lo stile chitarristico di Sykes fu inconfondibile. La sua tecnica impeccabile, caratterizzata da armonici artificiali, un vibrato intenso e rapide scale pentatoniche stoppate, riuscì a creare un suono potente e al contempo melodico. La sua abilità nel fondere tecnica e sentimento lo rese un’ispirazione per innumerevoli chitarristi delle generazioni successive, tra cui Zakk Wylde, Slash e diversi musicisti passati poi dai Whitesnake. Nel corso della sua carriera, Sykes collaborò inoltre con numerosi artisti di spicco, dal già citato Phil Lynott a Mike Portnoy e Billy Sheehan, con cui nel 2011 tentò l’avventura dei Bad Apple. Queste collaborazioni dimostrarono la sua versatilità e la capacità di adattare il suo stile a diversi contesti musicali. Nonostante il successo e la fama, Sykes fu anche noto per aver mantenuto un profilo basso giù dal palco. Fu rispettato per il suo talento musicale e insieme per la sua integrità artistica e la dedizione al suo mestiere.

La scomparsa di John Sykes lascia un vuoto enorme. Il suo lascito va oltre le note che ha suonato e comprende l’ispirazione che ha fornito a generazioni di musicisti e l’impatto duraturo che ha avuto sull’evoluzione dell’hard rock e dell’heavy metal. Mentre il mondo della musica piange la perdita di questo straordinario talento, il suo lavoro continuerà a vivere attraverso i suoi album, i video delle sue performance e l’influenza duratura che ha avuto su innumerevoli musicisti. John Sykes sarà ricordato come un virtuoso della chitarra e come un artista che ha contribuito a definire un’era del rock. Le nostre più sentite condoglianze vanno alla sua famiglia, agli amici e ai milioni di fan in tutto il mondo. La musica di John Sykes continuerà a risuonare, ispirando ed emozionando le generazioni future, assicurando che il suo spirito e la sua arte vivano per sempre.

Fonti: Vintage Guitar; Variety; Billboard; Euronews; Cure Today; Louder (Tygers of Pan Tang).

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