Da Brooklyn alle stelle: l’epica ascesa di Steve Stevens

Steve Stevens con gli occhiali scuriSteve Stevens, all’anagrafe Steven Bruce Schneider, nasce a Brooklyn, New York, nel 1959 ed è diventato una delle figure più originali della chitarra rock uscite dagli anni Ottanta. Il suo amore per lo strumento comincia presto, con lezioni prese da ragazzino. Molti insegnanti, ha raccontato, erano vecchi brontoloni che non volevano nemmeno fargli suonare i Beatles. La svolta arriva in un campo estivo a Hempstead, a Long Island. Lì il maestro di chitarra è un gitano rumeno, fuggito durante la Seconda guerra mondiale con nient’altro che la sua chitarra flamenca. Steve non sa nemmeno come si chiami quello stile, però resta folgorato dalla passione di quell’uomo e decide che vuole impararlo.

Per entrare alla High School of Performing Arts di Manhattan presenta Mood for a Day di Steve Howe, il chitarrista degli Yes, che ancora oggi considera la sua influenza più grande. A scuola ritrova il flamenco: in classe con lui c’è il figlio di Mario Escudero, chitarrista della compagnia di danza di José Greco. Le cose, però, si complicano presto. La chitarra non fa parte dell’orchestra sinfonica, così gli impongono un secondo strumento, la viola, che a suo dire suonava malissimo. Le lezioni di musica del mattino, con la storia e la teoria, lo appassionano. Nella pausa pranzo, invece, scopre i negozi di strumenti della 48ª strada, dove nel 1976 trovava appese in vetrina Les Paul del 1959 a meno di mille dollari. Così smette di tornare in classe. Abbandona la scuola, prende il diploma più tardi da privatista e finisce a suonare in una cover band.

L’incontro con Billy Idol nei primi anni Ottanta segna l’inizio di una collaborazione leggendaria, che dura da oltre trent’anni. Insieme firmano successi come Rebel Yell, Eyes Without a Face e Flesh for Fantasy, brani che nel tempo sono stati ripresi da artisti diversissimi come Miley Cyrus, i Green Day e i Queens of the Stone Age. Stevens attribuisce parte di quella varietà proprio a Idol: entrambi sono cresciuti con i dischi dei Beatles, in cui ogni canzone era diversa dall’altra, e con un cantante aperto a tutto lui può portare dentro la classica e il flamenco. Dell’etica punk di Billy ha conservato una lezione: nessun musicista è migliore del suo pubblico, nemmeno di un autista di autobus. Chi smette di vivere una vita vera, aggiunge, finisce per non avere più niente da raccontare.

Il suo percorso, però, va molto oltre Idol. Suona la chitarra in Dirty Diana di Michael Jackson e vince un Grammy per la sua interpretazione di Top Gun Anthem, il tema del film Top Gun firmato con il tastierista Harold Faltermeyer. La sua chitarra compare in moltissimi dischi e colonne sonore, da Joni Mitchell a Robert Palmer, da Diana Ross ai Thompson Twins, da Speed a Matrix Reloaded. Nel 1993 è il chitarrista di Exposed, il primo disco solista di Vince Neil dopo l’uscita dai Mötley Crüe, dove scrive diversi pezzi insieme al cantante. Fonda gli Atomic Playboys, forma il trio sperimentale Bozzio Levin Stevens con Terry Bozzio e Tony Levin e pubblica da solista Flamenco a Go-Go, nel 1999, e Memory Crash, nel 2008. Il primo è il ritorno al flamenco scoperto da ragazzo in quel campo estivo.

Nel 2010 apre le porte di casa alle telecamere di E! per il reality Married to Rock, accanto alla moglie Josie. Continua a suonare con Billy Idol in giro per il mondo e con gruppi di amici come i Kings of Chaos, oltre ad avere chitarre e amplificatori con il suo nome. Tra i suoi eroi c’è anche Robert Fripp, che durante un tour europeo con Idol ha avuto modo di frequentare. Ha raccontato che pochi dei suoi miti lo hanno deluso. Proprio per questo cerca di comportarsi sempre bene con chi lo incontra.

Da ragazzo di Brooklyn che saltava le lezioni per provare chitarre nei negozi a leggenda contemporanea, la storia di Steve Stevens è quella di un musicista che ha superato continuamente i confini dei generi e se stesso. Il suo viaggio dentro le mille sfaccettature della musica continua a ispirare chitarristi di ogni generazione, confermando il suo status di guitar hero veloce e passionale.

Fonti: sito ufficiale di Steve Stevens; Steve Stevens, intervista sugli anni della High School (musicplayersNOW, YouTube); Rock Celebrities; Musicalphabet.

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