Nel pieno degli anni Settanta i Black Sabbath furono incoronati leggende dell’heavy metal. Con Ozzy Osbourne come frontman, la formazione inglese coniò e definì un genere, conquistando legioni di fan e influenzando più generazioni. Ozzy, con la sua presenza e la sua simpatia, diventò velocemente il volto della band, incarnando l’anima oscura e ribelle che tutti oggi conosciamo. Strada facendo, però, cominciarono a delinearsi le tensioni.
Problemi personali, abusi di sostanze e divergenze artistiche portarono alla fine del rapporto tra Ozzy, Tony Iommi e gli altri compagni di band nel 1979. In quel momento particolarmente delicato entrò nel gruppo Ronnie James Dio, un cantante già noto nell’ambiente grazie alle esperienze con gli Elf e con i Rainbow. Dio mise al servizio del gruppo una voce potente e un approccio più teatrale e melodico, che iniettò nuova vita nei Sabbath. Con lui la band registrò album importanti come Heaven and Hell nel 1980 e Mob Rules nel 1981, considerati pietre miliari del metal. La presenza di Ronnie segnò inoltre una svolta stilistica dai risvolti epici, a tratti drammatici, con testi che spesso si immergevano nell’universo fantasy e nella mitologia.
Nonostante il successo di entrambe le visioni dei Sabbath, la relazione tra Ozzy e Dio non fu mai semplice. Secondo Sharon Osbourne, la prima volta che i due si incontrarono, al Rainbow Bar and Grill di Los Angeles, Ozzy cercò addirittura di colpire Dio con una forchetta. Stavano, in fondo, dalle due parti opposte della stessa frattura. Ozzy, pur riconoscendo il valore artistico e le doti vocali di Dio, mantenne sempre una certa distanza nelle dichiarazioni pubbliche. Ancora nel 2022 raccontò di non aver mai ascoltato gli album incisi dai Sabbath con Dio, paragonando la cosa a un divorzio: dopo una separazione, spiegò, non si va a chiedere alla ex come si trovi con il nuovo compagno e se sia meglio di te. Ammise comunque che Dio aveva fatto un buon lavoro. In quella posizione c’era forse un misto di orgoglio, dolore e fastidio per non essere più parte della band.
Dall’altra parte, Dio non pensò mai di considerarsi un semplice sostituto di Ozzy. Per lui entrare nei Sabbath significò portare una nuova visione e un’identità propria, senza essere ricordato solo come il cantante che aveva preso il posto di Ozzy. Interpellato sull’argomento, Dio usò più volte parole piuttosto pesanti nei confronti di Ozzy, criticandolo soprattutto per il suo stile di vita e per alcune sue scelte artistiche.
Tutto questo contribuì ad alimentare una rivalità che si diffuse rapidamente nei tabloid inglesi. L’episodio più emblematico di questa tensione arrivò nel novembre del 1992. Dio era tornato nei Sabbath per Dehumanizer quando alla band fu proposto di aprire i due concerti del 14 e 15 novembre a Costa Mesa, in California, con cui Ozzy annunciava il suo ritiro dalle scene. Ronnie interpretò l’offerta come un affronto, un tentativo poco elegante di sminuire il suo ruolo e la sua carriera. Secondo quanto racconta Tony Iommi nella sua autobiografia, la risposta fu secca: non avrebbe fatto da spalla a un pagliaccio. Lasciò la band e per quelle due sere al microfono dei Sabbath salì Rob Halford dei Judas Priest. Il ritiro di Ozzy, del resto, durò poco: nel 1995 era già di nuovo in studio.
Con il passare degli anni queste tensioni si attenuarono, forse ritenute superate da entrambi gli artisti. Ronnie e Ozzy cominciarono a riconoscere il valore e il contributo reciproco nella storia della formazione. Il batterista Vinny Appice, che ha suonato con tutti e due, sostiene che la rivalità sia stata gonfiata: Ozzy gli ripeteva spesso quanto volesse bene a Ronnie; i due, del resto, si sono fatti fotografare insieme ai festival.
Ozzy, in più occasioni, parlò di Dio come di un grande cantante. Quando Ronnie morì, il 16 maggio 2010, si disse profondamente addolorato: il metal, scrisse, aveva perso una delle sue voci più grandi. Chiuse il messaggio con due parole, amore e rispetto. Quel momento segnò una sorta di riconciliazione simbolica, in cui il passato conflittuale lasciò spazio al ricordo condiviso di un’eredità musicale. Negli ultimi anni, ha raccontato Sharon, Ozzy guardava le vecchie interviste di Dio su YouTube, con un certo rimorso. Anche Ozzy se n’è andato, il 22 luglio 2025, poche settimane dopo l’ultimo concerto con i Black Sabbath a Birmingham.
La storia di Ozzy Osbourne e Ronnie James Dio nei Sabbath è dunque il viaggio di due personalità forti che hanno fatto la storia del metal. È la storia di una band culturalmente fondamentale, amata e rispettata ancora oggi.
Fonti: Tony Iommi, Iron Man; Blabbermouth; Classic Rock / Louder; Loudwire; Ultimate Classic Rock.




