Ricordo quel 26 giugno 2021, quando il mondo del rock ‘n’ roll ha perso Johnny Solinger, cantante che per sedici anni consecutivi ha portato voce agli Skid Row, diventando il frontman più longevo nella storia della band del New Jersey. Solinger, nato il 7 agosto 1965 a Dallas, Texas, si è spento a 55 anni, dopo una dura battaglia.
La carriera musicale di Johnny prese il via all’inizio degli anni Novanta con la creazione della band omonima a Dallas. Il gruppo registrò diversi album indipendenti nel corso del decennio. Questi lavori consentirono alla band di farsi conoscere dal vivo nel Texas e nel Sud-Ovest americano, costruendo una solida base di fan che avrebbe seguito il cantante per tutta la sua carriera. La formazione musicale di Solinger rifletteva le sue radici geografiche: cresciuto nella zona di Dallas-Fort Worth, aveva assorbito tanto le influenze dell’hard rock quanto quelle della musica country tradizionale, dualità che avrebbe caratterizzato l’intera sua produzione artistica.
Nel 1999, Dave “Snake” Sabo, Rachel Bolan e Scotti Hill decisero di ingaggiare Solinger come nuovo cantante degli Skid Row, sostituendo Sebastian Bach, che si era separato dalla band nel 1996. Questa scelta si rivelò strategica per il futuro del gruppo: Solinger rimase all’interno della band per sedici anni, superando la permanenza dello stesso Bach. L’impatto immediato fu significativo. Nel 2000, appena un anno dopo l’ingresso di Solinger, gli Skid Row furono scelti come gruppo di apertura per il Farewell Tour dei Kiss, opportunità che permise al nuovo frontman di esibirsi davanti ad un pubblico sterminato.
Durante il periodo con Solinger alla voce, gli Skid Row pubblicarono quattro importanti lavori discografici. Thickskin del 2003 rappresentò il primo album completo con il nuovo cantante e segnò un ritorno alle sonorità più aggressive del gruppo. Nel 2006 seguì Revolutions Per Minute, che consolidò ulteriormente la presenza della band nel panorama metal internazionale. Il progetto più ambizioso fu la trilogia United World Rebellion: il Chapter One del 2013 e Rise of the Damnation Army, il Chapter Two del 2014, mostrarono una band in piena maturità artistica e ricca di nuova linfa vitale.
La dimensione live rappresentò il punto di forza di Solinger. Chi ha avuto l’opportunità di assistere alle sue performance italiane, come lo show degli Skid Row al Circolo Magnolia di Novegro alle porte di Milano, può testimoniare la passione e l’energia che Singo riuscì a trasmettere dal palco. La sua presenza combinava potenza vocale e capacità di coinvolgimento del pubblico.
Parallelamente alla carriera con gli Skid Row, Solinger coltivò la sua profonda passione per la musica country. Nel 2008 pubblicò il suo primo album solista omonimo per un’etichetta regionale texana, un lavoro dedicato al country. Nel 2014 uscì l’EP Scrappy Smith, tributo al nonno Willard Jesse Smith, detto Scrappy. L’EP incluse sei brani country.
Nell’aprile 2015, la collaborazione tra Solinger e gli Skid Row giunse al termine. I membri del gruppo rivelarono durante un’intervista al programma Eddie Trunk Live che la decisione fu presa all’interno di un’ottica di cambiamento. Snake specificò che non esisteva alcuna animosità verso Solinger, mentre Rachel spiegò che ormai ognuno andava in una direzione diversa. Negli ultimi anni della sua carriera, Solinger continuò a produrre musica country, rappresentando un impegno che rifletteva il suo profondo legame con il Texas.
L’8 maggio 2021, Johnny condivise con i suoi fan una notizia che creò preoccupazione in tutti coloro che lo seguivano. Con un’onestà disarmante, annunciò attraverso la sua pagina Facebook di essere affetto da insufficienza epatica, con una prognosi purtroppo tutt’altro che buona. Spiegò, con quella semplicità che lo rendeva così umano, così vicino a tutti noi, che come la maggior parte dei musicisti non aveva un’assicurazione sanitaria e che senza era molto difficile ricevere cure adeguate. Johnny era ricoverato da più di un mese, assumeva almeno sette farmaci diversi, doveva sottoporsi al drenaggio dell’addome ogni paio di giorni per rimuovere i fluidi accumulati. Aveva perso gran parte della sua forza fisica, non certo la dignità né il coraggio di condividere la sua battaglia con chi lo amava.
Brian Lawrence, amico di Johnny, lanciò una campagna GoFundMe per aiutarlo a coprire le crescenti spese mediche. Tantissimi fan, musicisti e appassionati parteciparono a quella raccolta fondi, me compreso. Non era solo una donazione: era un abbraccio collettivo, un modo per dire a Johnny che noi c’eravamo, che la sua musica aveva toccato le nostre vite e che ora era il nostro turno per ricambiare. Ogni contributo era carico di emozione, un grazie per tutti quegli anni di musica, per tutte quelle serate in cui la sua voce ci aveva fatto sentire vivi, per tutte quelle volte in cui le sue canzoni erano state la colonna sonora dei nostri momenti più importanti. Era il minimo che potessimo fare per un uomo buono, sempre sorridente, spiritoso ed affettuoso con i suoi fan.
Il 26 giugno 2021, poco più di un mese e mezzo dopo l’annuncio della diagnosi, Paula Marcenaro, moglie di Johnny, condivise il messaggio più straziante che si potesse immaginare: Johnny era morto in pace, mentre lei gli teneva la mano. Quelle poche parole racchiudevano tutto l’amore di una vita, la tenerezza di un ultimo momento insieme, la pace di chi sa di aver vissuto intensamente ogni singolo giorno. Johnny se n’era andato, però non da solo. Con lui c’era la presenza di tutti noi.
Gli Skid Row pubblicarono immediatamente un messaggio che ancora oggi mi commuove. Si dicevano tristi per la notizia della scomparsa del loro fratello Johnny Solinger, con il pensiero rivolto alla sua famiglia, agli amici e ai fan. Chiudevano augurando buon viaggio a Singo e chiedendogli di salutare Scrappy da parte loro. Quel riferimento al nonno Scrappy era un messaggio d’amore che andava oltre la musica, oltre tutto: era il saluto di una famiglia che aveva perso uno dei suoi fratelli più cari.
Johnny Solinger non è morto il 26 giugno 2021. Johnny vive ogni volta che la sua voce risuona nelle nostre case, ogni volta che ascoltiamo Thickskin o Revolutions Per Minute. Vive nei sedici anni di storia degli Skid Row. Vive nei concerti in giro per il mondo, nell’amore di tutti noi che abbiamo sostenuto la band anche in quell’era. Johnny era un uomo semplice con un talento nel cuore, un texano con l’anima rock e il cuore country, un artista che non ha mai dimenticato da dove veniva. Era Johnny Solinger, uno di noi.
Fonti: Ultimate Classic Rock (diagnosi, maggio 2021, e scomparsa, giugno 2021); Loudwire (scomparsa e uscita dalla band, 2015); GoFundMe (raccolta di Brian Lawrence); la Repubblica (biografia); il Sussidiario (messaggio della moglie); Blabbermouth (album country del 2008, intervista a Eddie Trunk Live, data dell’annuncio e messaggio degli Skid Row); Louder (EP Scrappy Smith); Legacy.com (data di nascita); WGRD (Farewell Tour dei Kiss).




