Steven Tyler: la voce immortale che ha scosso Birmingham

Ritratto di Steven TylerC’è stato un momento, la sera del 5 luglio 2025 al Villa Park di Birmingham, in cui il tempo sembrava essersi fermato. Tra le oltre 40.000 anime raccolte sotto il cielo inglese e i circa 5,8 milioni di spettatori stimati davanti agli schermi di tutto il mondo, si è materializzata una di quelle magie che solo il rock sa regalare. Steven Tyler, a 77 anni, ha fatto capire che alcune voci non invecchiano mai, semplicemente diventano più preziose.

Il Back to the Beginning doveva essere l’addio di Ozzy Osbourne, l’ultimo saluto del Principe delle Tenebre insieme ai compagni di una vita nei Black Sabbath. Per la prima volta dal 2005 la formazione originale, con Ozzy, Tony Iommi, Geezer Butler e Bill Ward, tornava a dividere un palco. Quella giornata si è trasformata in qualcosa di più grande, in un momento di pura comunione tra generazioni di rockstar che hanno scritto la storia della musica. Nessuno poteva immaginare quanto quel congedo sarebbe stato definitivo: diciassette giorni dopo, il 22 luglio 2025, Ozzy se n’è andato.

Tom Morello, direttore musicale e regista dell’intera celebrazione, nei mesi precedenti aveva dichiarato di avere un obiettivo molto semplice, cioè fare di quel sabato il giorno più grande nella storia dell’heavy metal. Il palco ha ospitato un pantheon di leggende come Metallica, Guns N’ Roses, Tool, Pantera e Slayer, nomi che da soli basterebbero a giustificare un pellegrinaggio. Quando Steven Tyler è comparso sotto i riflettori, però, qualcosa nell’aria è cambiato.

Nessuno se lo aspettava, perché la sua presenza non era stata annunciata. Nel settembre 2023, durante un concerto, Tyler si era fratturato la laringe danneggiando le corde vocali. Il Peace Out, il tour d’addio degli Aerosmith, si era fermato dopo appena tre date. Il 2 agosto 2024, dopo mesi di cure, la band aveva annunciato il ritiro definitivo dai tour, spiegando che la voce di Steven era uno strumento come nessun altro e che una guarigione completa non era possibile.

Eppure, quando Tyler è salito sul palco accanto a Ronnie Wood, è successo l’impensabile. La voce degli anni d’oro apparteneva al passato, certo, tuttavia in quel timbro c’era qualcosa di ancora più profondo: l’anima di chi ha vissuto il rock dall’interno, l’ha respirato, ne è diventato parte integrante.

La scaletta parlava da sola. Ad aprire le danze è stata Train Kept A-Rollin’, il classico di Tiny Bradshaw che gli Aerosmith avevano inciso nel 1974 su Get Your Wings, con Ronnie Wood alla chitarra al suo fianco. Sono seguite, in un unico medley, Walk This Way, l’inno che ha fatto ballare il mondo intero, e Whole Lotta Love, un omaggio ai Led Zeppelin che ha fatto tremare le fondamenta del Villa Park.

Attorno a lui si muoveva una band di all-star. Tom Morello e Andrew Watt alle chitarre, Nuno Bettencourt che tesseva melodie impossibili, Rudy Sarzo al basso. Dietro i tamburi sedeva Travis Barker nel primo brano, poi Chad Smith, che martellava le pelli con la furia di un dio del tuono. Per una notte questi musicisti hanno fatto da cornice a una voce capace di attraversare mezzo secolo senza perdere la sua magia.

Si parla spesso di quattro ottave, un’estensione in cui Tyler ha sempre saputo muoversi come un acrobata dell’aria, dal registro più basso fino a quelle note acute che sembrano arrivare direttamente dal paradiso del rock. La tecnica, del resto, non è mai stata il suo obiettivo. La sua voce è pura emozione, grido primordiale, sussurro d’amore e ruggito di ribellione tutto insieme.

A colpire, più dei numeri, è la capacità di far piangere con un acuto e far saltare con un grido. Tyler ha chiamato l’asta del microfono la sua fidanzata, la compagna attraverso cui vive il palco, e quella sera si è capito perché: tra loro c’è sempre stato un dialogo d’amore andato oltre le parole. Quei foulard colorati annodati all’asta sono un’abitudine antica. Agli esordi, quando gli abiti di scena preferiti si consumavano, li appendeva lì come portafortuna.

Guardarlo sul palco è come assistere a un miracolo quotidiano. A 77 anni Tyler balla ancora come se avesse vent’anni nel cuore e l’eternità nelle gambe. I foulard che volano nell’aria, i movimenti che sembrano sfidare la gravità, quella presenza magnetica trasformano ogni palco in un tempio del rock.

Le cronache di quella sera raccontano di un cantante pieno di energia, capace di raggiungere ancora alcuni dei suoi acuti più celebri nonostante l’infortunio. Tyler ha posseduto il palco, l’ha fatto suo, l’ha trasformato in un altare dove celebrare il rito più antico del mondo: la comunione tra artista e pubblico.

Il Back to the Beginning è stato anche un enorme atto d’amore collettivo. Nessun artista ha percepito un compenso, come ha ricordato Randy Blythe dei Lamb of God, che all’indomani ha scritto sui social di aver raccolto tanti soldi per tre enti benefici senza che nessuna band prendesse un centesimo né ottenesse una lista di ospiti. I fondi sono stati divisi in parti uguali fra tre realtà. Cure Parkinson’s sostiene una causa cara agli Osbourne dopo la diagnosi di Ozzy, arrivata nel 2019 e resa pubblica nel gennaio 2020. Il Birmingham Children’s Hospital è il luogo dove i sorrisi dei bambini malati aspettano di essere curati, mentre l’Acorns Children’s Hospice cerca di rendere meno doloroso l’addio alla vita per i più piccoli.

Pochi giorni dopo il concerto Tom Morello ha parlato di oltre 190 milioni di dollari raccolti, una cifra rimbalzata ovunque come record assoluto per un evento di beneficenza. La famiglia Osbourne l’ha poi ridimensionata: Sharon l’ha definita ridicola e a novembre ha precisato che, coperte le spese di viaggi, alloggi e logistica, alle tre associazioni sono andati circa 11 milioni di dollari. Resta un gesto di solidarietà che ha toccato il cuore di milioni di persone, il rock nella sua forma più pura, ribelle, inaspettato, generoso e capace di trasformare la musica in speranza.

Anche lo streaming ha fatto numeri impressionanti. Secondo le stime, circa 5,8 milioni di persone hanno seguito la diretta in pay per view, con un biglietto digitale da 24,99 sterline, 29,99 dollari per il pubblico americano, per assistere a quello che molti considerano l’evento musicale del secolo. Per quanto clamorosi, i numeri non raccontano l’emozione di chi ha visto Tyler tornare a vivere sul palco. Non spiegano le lacrime di chi pensava di non sentirlo mai più cantare, né descrivono la gioia di chi ha capito che alcune voci sono davvero immortali.

Steven Tyler ha sempre vissuto ai margini dell’impossibile. Ha combattuto per decenni contro le dipendenze e nel 2022, dopo anni di impegno per restare sobrio, è ricaduto a causa della terapia del dolore seguita a un intervento al piede. È rientrato volontariamente in un programma di recupero e gli Aerosmith hanno dovuto cancellare le date di giugno e luglio della residency a Las Vegas. Ha trasformato la sua voce in un’arma di seduzione di massa e ha influenzato generazioni di cantanti che ancora oggi cercano di imitare il suo timbro ruvido e sensuale.

Quella sera a Birmingham Tyler ha mostrato che la vera grandezza artistica non conosce età, limiti fisici o sconfitte. Il rock, per lui, è musica e insieme un modo di vivere, di resistere, di credere che tutto sia possibile fino all’ultimo respiro.

Quando le luci del Villa Park hanno cominciato a spegnersi, la sua voce continuava a risuonare nell’aria come un’eco immortale. Nessuno sa se lo rivedremo su un palco, di certo quella sera ha regalato al mondo un pezzo di eternità. Il Demon of Screamin’, come lo chiamano i fan e la sua stessa band, ha confermato che alcune voci non muoiono mai, semplicemente si trasformano in leggenda. Le leggende, come tutti sanno, sono per sempre.

Birmingham ha assistito a un atto d’amore puro verso la musica, verso i fan, verso la vita stessa. Tyler ci ha ricordato che il rock and roll è suono, ribellione, passione, capacità di credere nei miracoli anche quando tutto sembra perduto. Mentre quella voce straordinaria si perdeva nella notte inglese, portava con sé un messaggio semplice e potente: finché esisterà il rock, finché qualcuno sarà disposto a credere nella magia della musica, Steven Tyler continuerà a vivere in ogni nota, in ogni grido, in ogni cuore che batte al ritmo dell’eternità.

Fonti: Louder; NME; Guitar World; Kerrang!; mxdwn; antiMusic; Consequence; Exclaim!; Ozzy Osbourne (sito ufficiale); Cure Parkinson’s; Associated Press; Rolling Stone; Blabbermouth; Metal Injection; Guitar.com; MetalSucks; CBS News; American Songwriter; Cheat Sheet; Today

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