David Coverdale: il nastro perduto che salvò il rock
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Nell’estate del 1973 i Deep Purple si ritrovarono senza cantante. Ian Gillan aveva lasciato il gruppo dopo il concerto di Osaka del 29 giugno, logorato da tour estenuanti e da un clima interno ormai deteriorato, segnato anche dai contrasti con Ritchie Blackmore. La band fece sapere attraverso la stampa musicale di essere alla ricerca di una nuova voce, così sul Melody Maker, il leggendario settimanale musicale britannico, comparve la notizia che i Deep Purple cercavano ancora un cantante ed erano disposti a prendere in considerazione degli sconosciuti. Quello che seguì fu uno dei colpi di scena più incredibili nella storia del rock: un commesso di ventun anni di un negozio di abbigliamento di Redcar, sulla costa del North Yorkshire, si sarebbe trasformato nella nuova voce di una delle band britanniche più influenti degli anni Settanta.
David Coverdale, nato a Saltburn-by-the-Sea il 22 settembre 1951, lavorava in una boutique di Redcar dopo aver lasciato la scuola d’arte. Mentre vendeva pantaloni a zampa d’elefante e alla marinara, il giovane cantante continuava a coltivare il suo sogno musicale con le band della zona: i Vintage 67 dal 1966 al 1968, i Government dal 1968 al 1972 e infine i Fabulosa Brothers. La sua passione era cominciata presto. Verso i quattordici anni si esibiva già come professionista, sviluppando quella che sarebbe diventata la sua caratteristica voce blues dalle tonalità profonde e potenti, ispirata più ai cantanti soul e blues americani che allo stile pulito dei suoi coetanei inglesi.
La notizia gli capitò sotto gli occhi proprio in negozio, mentre sfogliava il Melody Maker. Accanto a una foto di Jon Lord all’organo, poche righe annunciavano che i Deep Purple erano disposti ad ascoltare degli esordienti. Coverdale corse a un telefono pubblico e chiamò Roger Barker, figura di riferimento della scena musicale locale, che gli procurò i contatti del gruppo. Dalla band arrivò la richiesta di un nastro e di una fotografia. Il problema era che Coverdale non aveva alcuna foto professionale, così fu sua madre a toglierlo d’impaccio: gli diede una vecchia immagine che lo ritraeva da boy scout mentre faceva il saluto, raccomandandogli di farsela restituire. Con un tocco di ironia tipicamente britannica, il ragazzo scrisse sul retro un messaggio ai Deep Purple in cui faceva notare che, come si poteva vedere, lui era sempre pronto, giocando sul celebre motto degli scout.
Il demo era tutt’altro che professionale. Coverdale stesso ha ammesso di averlo inciso in un momento in cui era parecchio ubriaco, mentre Ian Paice lo ha ricordato come una registrazione francamente brutta: quattro canzoni cantate in uno stile alla Scott Walker. In uno dei brani, però, la voce saliva di un’ottava per appena tre o quattro battute ed era lì che, secondo il batterista, cominciava a succedere qualcosa. Fu proprio Paice a prelevare il nastro negli uffici della band e, stando al racconto di Coverdale, riferì a Blackmore di aver trovato qualcuno, ubriaco fradicio ma con un bel timbro. Nei suoi ricordi il cantante cita cover di Joe Cocker e Bill Withers, mentre la bobina ritrovata decenni dopo contiene quattro brani registrati con i Fabulosa Brothers: Everybody’s Talkin’, Get Ready, Lonely Town, Lonely Street di Bill Withers e Dancing in the Street.
Prima di cantare, Coverdale dovette superare un colloquio negli uffici dei Deep Purple al 25 di Newman Street, a Londra, dove i manager volevano sapere se avesse precedenti penali o problemi di droga capaci di creare guai. L’audizione vera e propria si tenne a metà agosto del 1973 agli Scorpio Sound Studios di Londra. Il giovane si presentò nervoso, con una bottiglia di whisky che, secondo il suo racconto, un accompagnatore aveva cercato di nascondergli. Coverdale ha confessato con autoironia di avere fiuto per queste cose e di averla trovata subito, tanto da dividerla con Jon Lord, che fu il primo a metterlo a suo agio. Il cantante ha sottolineato che a calmarlo furono proprio Lord e il whisky Bell’s, mentre Paice lo ricorda arrivato con una bottiglia mezza vuota in mano. Glenn Hughes, entrato da poco come bassista, ha rivelato che quel giorno i Deep Purple fecero l’audizione a un solo cantante, cioè a lui.
Durante la prova Coverdale dimostrò la sua versatilità. Blackmore gli disse che sul rock aveva convinto e che voleva sentirlo alle prese con una ballata, così la scelta cadde su Yesterday dei Beatles. Secondo il racconto del cantante, Lord gli confidò che quella interpretazione lo aveva fatto piangere. Dopo una pausa, Coverdale e Hughes intrecciarono le loro voci in armonie ispirate a Stevie Wonder e Aretha Franklin, anticipando l’alchimia vocale della formazione che stava nascendo.
Il momento decisivo arrivò quando Blackmore gli domandò se volesse cantare qualcosa dei Deep Purple. Coverdale scelse Strange Kind of Woman e la affrontò a modo suo, in una versione più blues, muovendosi liberamente attorno alla melodia invece di seguire la linea della chitarra, con quell’impronta soul che lo avrebbe contraddistinto anche negli anni dei primi Whitesnake. Blackmore rimase colpito e gli disse che era esattamente così che l’aveva sentita nella sua testa quando l’aveva scritta. Coverdale ha poi rivelato che il chitarrista cercava una voce da uomo, un complimento che il cantante custodisce ancora con orgoglio. La band decise quella sera stessa, anche se lo fece aspettare una settimana prima di comunicarglielo. Il 23 settembre 1973, il giorno dopo il suo ventiduesimo compleanno, Coverdale venne presentato ufficialmente alla stampa al castello di Clearwell, nel Gloucestershire.
L’ingresso nei Deep Purple comportò anche una trasformazione fisica. Secondo Paice, il nuovo arrivato era in sovrappeso, con un taglio di capelli piuttosto strano, vestiti bizzarri e dei baffi che non gli rendevano affatto giustizia, precisando però che la band cercava una voce e che tutto il resto si sarebbe sistemato. Il management, a cominciare da John Coletta, provvide al resto. Coverdale ha spiegato che dovette radersi quel bruco sopra il labbro e rinunciare alla pettinatura arruffata, perché Ian Gillan era considerato un uomo bellissimo e il suo successore non poteva sfigurare. Gli furono prescritte anche delle pillole dimagranti che lo tennero su di giri per tutte le sessioni di registrazione di Burn, sebbene anni dopo abbia ammesso che, in fondo, il suo aspetto non era poi così male.
Il primo concerto di David Coverdale con i Deep Purple si tenne il 9 dicembre 1973 alla KB Hallen di Copenaghen. La formazione Mark III schierava Ritchie Blackmore, Ian Paice, Jon Lord, Glenn Hughes e lo stesso Coverdale. Coverdale ha raccontato di essere salito sul palco per la prima volta gridando al microfono se il pubblico fosse pronto, un richiamo nato d’istinto che ripete ancora oggi, e di aver ricevuto in risposta il boato di migliaia di persone. Lo spettacolo si aprì con Burn, il brano che avrebbe dato il titolo all’album pubblicato nel febbraio del 1974, mentre la scaletta presentava in anteprima quasi tutte le nuove canzoni accanto a classici come Smoke on the Water, Space Truckin’ e Highway Star. Mentre il nuovo cantante era al microfono, Blackmore fracassò una chitarra trascinando giù le casse, Paice devastò la batteria e Lord si accanì sull’organo. Coverdale, che non poteva permettersi di distruggere nulla, si sfilò con grande teatralità un anello da dieci dollari, lo gettò a terra e lo calpestò. Per i Deep Purple cominciava una nuova era.
Quello che era nato come un demo registrato nel 1972 da un commesso di Redcar si trasformò in una delle scoperte più significative della storia del rock. La bobina originale è riaffiorata da un baule di oggetti personali della madre, che Coverdale ha aperto trent’anni dopo la sua scomparsa senza sapere che lei avesse conservato quel nastro. Il cantante lo ha definito un dono dal cielo. Dopo un accurato restauro, la registrazione è stata inclusa nel secondo CD di The Purple Album: Special Gold Edition dei Whitesnake, uscita il 13 ottobre 2023 per celebrare i cinquant’anni dal suo debutto nei Deep Purple, permettendo ai fan di ascoltare il nastro che cambiò per sempre il rock britannico e quello mondiale.
La storia di David Coverdale dimostra che il talento può emergere anche dai luoghi più improbabili. Un giovane commesso con una voce blues straordinaria, armato solo di determinazione e di una foto da boy scout, riuscì a conquistare il posto in una delle band più importanti della storia del rock. La sua trasformazione da venditore di pantaloni a icona del rock rimane una delle vicende più affascinanti e ispiratrici della musica moderna, un esempio di come il destino possa cambiare con un semplice nastro e la giusta dose di coraggio.
Fonti: Louder (Classic Rock); Ultimate Classic Rock; Q105.7; Blabbermouth; Whitesnake.com; The Second Disc; The Highway Star; MusicRadar; MetalZone; Rock and Roll Globe; The Deep Purple Podcast; Rock and Roll Garage; Encyclopedia.com; RACC; Face Off Rock Show; setlist.fm