Dimebag attraverso gli occhi di Zakk: storia di In This River
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Immagina Zakk Wylde seduto al pianoforte, capelli selvaggi sulle spalle, mentre fa correre le dita sui tasti senza un’idea precisa, quasi per gioco. Da quelle prove nasce l’introduzione dal sapore classico di In This River, affidata poi a un Minimoog, lo stesso tipo di sintetizzatore usato dai Led Zeppelin e dai Black Sabbath, come avrebbe spiegato lui stesso in un’intervista. Non è ancora un omaggio, soltanto la riflessione di un musicista che osserva la vita scorrere come un fiume, portandosi via tutto ciò che incontra.
Siamo nel 2004 e i Black Label Society lavorano al nuovo album Mafia. Zakk scrive il brano mesi prima della tragedia che ne cambierà per sempre il significato, curandone da solo voce, chitarre e pianoforte oltre alla produzione. Nelle sue intenzioni la ballad rappresenta una parentesi malinconica in un disco dominato da riff pesanti come quelli di Suicide Messiah, uno dei pezzi di cui si dirà più soddisfatto. Nessuno, nemmeno lui, può immaginare che quelle strofe diventeranno un commosso addio.
Flashback, Donington 1994. Al Monsters of Rock suonano sia i Pride & Glory, la band che Wylde guida in quel periodo, sia i Pantera. Zakk resta travolto dalla potenza del set dei texani, che gli appare incredibile, e da quel concerto nasce l’amicizia con Dimebag Darrell, che descriverà anni dopo come una specie di Babbo Natale con la barba rosa. Da allora i due si sentono di continuo, spesso al telefono per ore, bicchiere alla mano. Insieme, però, non hanno mai jammato. Wylde ha raccontato che, con Dime in Texas e lui in California, quando riuscivano a vedersi preferivano ridere fino alle lacrime in un pub irlandese piuttosto che chiudersi a scrivere musica, scegliendo sempre la compagnia e il divertimento invece della ricerca della perfezione.
La notte dell’8 dicembre 2004 spezza l’incanto. All’Alrosa Villa di Columbus, in Ohio, i Damageplan, ultima band di Dimebag, hanno appena attaccato il primo pezzo della scaletta quando un ex marine, Nathan Gale, apre il fuoco sul chitarrista e lo uccide davanti al fratello Vinnie Paul, batterista del gruppo, e a un pubblico sconvolto. Prima che un agente intervenuto in pochi minuti abbatta l’aggressore, altre tre persone perdono la vita. La notizia arriva a Wylde come un pugno in pieno volto: il fiume di cui aveva scritto si tinge di nero.
Dopo la tragedia Zakk rilegge il testo di In This River e ogni verso gli sembra dedicato all’amico perduto. Ha ricordato di aver capito proprio allora che quella doveva diventare la canzone di Dime. Da quel momento i Black Label Society gliela dedicano ogni sera dal palco, perché Dime, come ripete Wylde, era suo fratello.
Il regista Eric Zimmerman traduce la metafora in immagini: due bambini, trasparenti alter ego di Zakk e Dime, pedalano in bicicletta fino alla riva di un fiume e si tuffano per attraversarlo a nuoto. Soltanto Zakk raggiunge l’altra sponda, mentre l’amico resta per sempre nella corrente. Wylde suona un pianoforte a coda piazzato in mezzo al fiume e, prima dell’assolo, si accanisce sullo strumento fino a sfasciarlo e a darlo alle fiamme, per poi imbracciare una chitarra a doppio manico. Wylde ha spiegato che il cuore del video è il rapporto tra la vita e la morte, lo ha definito molto emozionante e ha raccontato quanto fosse piaciuto alla famiglia di Dime, a cominciare da Vinnie e da Rita Haney, compagna storica del chitarrista.
Quando Mafia esce negli Stati Uniti, l’8 marzo 2005, debutta al 15º posto della Billboard 200 con circa 45 mila copie vendute nella prima settimana. Pubblicata come terzo singolo dell’album, In This River si ferma al 32º posto della classifica Mainstream Rock: numeri modesti, a fronte di un impatto emotivo immenso. Durante i concerti il pubblico scandisce il nome di Dime, mentre Zakk assicura che il brano non lascerà mai la scaletta dei Black Label Society.
Vent’anni dopo la ballad continua a scorrere come acqua viva e raggiunge anche chi non ascolta metal, accomunato dall’esperienza universale della perdita. Nei tour più recenti Zakk la esegue al pianoforte, lasciando l’assolo al chitarrista Dario Lorina, mentre alle spalle della band compaiono due grandi foto di Dimebag e di Vinnie Paul, scomparso a Las Vegas il 22 giugno 2018, a 54 anni. La famiglia Abbott rivive così in ogni esecuzione.
Nelle interviste Zakk ha descritto il fiume come una metafora della vita in generale, di tutte le difficoltà che si affrontano fin da bambini, crescendo, mentre il testo racconta un percorso destinato a svanire nel nero. Eppure In This River dimostra anche il contrario: certi legami restano a galla per sempre, sospesi tra una nota di pianoforte e un ruggito di chitarra.
Fonti: Black Label Society (video ufficiale su YouTube); Blabbermouth; Songfacts; Glide Magazine; PopMatters; Metal Invader; Metal Injection; Louder; Ultimate Classic Rock; Loudwire; Rolling Stone; KNAC; MetalSucks; Loud Hailer Magazine; The Metalverse; NYS Music