Sangue, inchiostro e rock ’n’ roll: i tatuaggi di Axl Rose

Un tatuaggio in stile old school con la scritta RockerStava calando una notte d’estate speciale a Los Angeles. La strada luccicava di insegne multicolori e di voglia di evasione quando un giovane, già segnato nell’anima da profonde cicatrici, decise di affidare la propria storia all’ago di un tatuatore straordinario. Robert Benedetti, del mitico Sunset Strip Tattoo, iniziò così a imprimere sulla pelle di William Bailey un capitolo destinato a pulsare per sempre sotto le luci dei palcoscenici di mezzo mondo, sancendo la trasformazione del ragazzo dell’Indiana in Axl Rose.

L’estate del 1983 bruciava sui marciapiedi di Hollywood quando Chris Weber, giovane chitarrista appena sedicenne e cofondatore degli Hollywood Rose insieme a Izzy Stradlin, accompagnò William al suo primo appuntamento con l’inchiostro. Stava per ricevere il suo primo tatuaggio: un cuore spezzato rosso e nero con ali cadute ai lati, due dadi a mo’ di occhi e la parola “Rocker” in alto, dichiarazione di guerra al conformismo. Quel disegno sarebbe rimasto per sempre legato a Rocker, brano che lo stesso Weber aveva contribuito a scrivere per la band che aveva dato i natali al futuro sound dei Guns N’ Roses.

Pochi mesi dopo, sembra che Gina Siler regalò ad Axl l’album Black Rose: A Rock Legend dei Thin Lizzy. L’immagine, tatuata poi sulla parte alta del braccio destro, era un tributo profondo al carismatico Phil Lynott. Axl avrebbe voluto mostrarla al suo idolo. Il 4 gennaio 1986, però, Phil morì prima che i Guns N’ Roses raggiungessero il successo. Sotto la rosa nera comparve la scritta Axl Rose, trasformando l’inchiostro in memoria eterna e in rimpianto.

Il desiderio di nuovi tatuaggi non tardò. Axl chiamò Billy White Jr., studente d’arte a Long Beach, dopo aver visto i suoi disegni, chiedendogli un’immagine che simboleggiasse l’unione della band nonostante il rischio d’implosione. L’idea della croce con i teschi dei cinque membri originali era di Axl; White ci mise tutto il resto, compresi i nodi intrecciati, un omaggio ai Thin Lizzy che entrambi amavano. Benedetti incise l’opera sull’avambraccio destro del cantante: al centro il teschio di Axl, poi Izzy Stradlin, Duff McKagan, Slash e Steven Adler.

Quando la Geffen Records dovette sostituire la copertina originaria di Appetite for Destruction, giudicata scioccante, Axl sollevò la manica e indicò la propria croce. Quell’immagine divenne una delle raffigurazioni più iconiche della storia del rock e accompagnò un disco che ha venduto oltre trenta milioni di copie. Il bozzetto originale a matita fu battuto all’asta nel 2009 per 6.875 dollari, senza che White ne sapesse nulla: la prova di come un tatuaggio personale possa trasformarsi in patrimonio culturale globale. Billy White Jr. è morto nel luglio del 2023; Slash lo ha salutato come un amico di lunga data della band.

Sul bicipite destro, nei mesi successivi, comparve il volto di una donna. I fan specularono per anni sulla sua identità, finché emerse la verità: era Monique Lewis, passionale frequentatrice della scena musicale hollywoodiana del periodo. Dopo una breve relazione con Izzy Stradlin, Monique incrociò gli occhi di Axl; l’infatuazione fu tale che il cantante decise di immortalarla sulla pelle. La storia finì fuori dal Roxy, dove Axl sedeva quando lei gli disse addio: Monique lo lasciò sfiorando il tatuaggio e mormorando Don’t cry. Quelle due parole divennero il titolo di una delle ballad più celebri dei Guns N’ Roses, scritta da Axl e Izzy in cinque minuti la sera dopo, nella primavera del 1985.

Qualche anno più tardi, sul braccio sinistro apparve un emblema militare con la scritta Victory or Death, motto del 32° Reggimento Corazzato dell’esercito statunitense, lo stesso in cui Elvis Presley prestò servizio in Germania fra il 1958 e il 1960. Per Axl, grande ammiratore del Re del rock’n’roll, quel simbolo rappresentava una promessa: conquistare il palco o morire, ricordandogli che nella musica, come in guerra, non esistono compromessi.

Le luci dei boulevard possono affievolirsi; quei tatuaggi, però, continuano a parlare. Il cuore Rocker batte come un ritmo sincopato, la rosa nera profuma di gratitudine e rimpianto, la croce echeggia cori da stadio, il volto di Monique fissa l’amore perduto trasformato in arte e l’emblema di Elvis mantiene la schiena dritta a ogni concerto. Ogni tratto d’inchiostro è più di una decorazione: è un verso di un’autobiografia scritta sulla pelle, un pentagramma epidermico su cui le emozioni di Axl Rose continuano a vibrare. Se un giorno le canzoni dovessero tacere, cosa che vedo difficile, basterebbe abbassare le luci e lasciare che fosse l’inchiostro a cantare: perché, in fin dei conti, quelle cicatrici colorate raccontano la storia di un uomo che ha trasformato il dolore in leggenda e l’inchiostro in immortalità.

Fonti: Classic Rock / Louder, Songfacts, Ultimate Classic Rock, Wikipedia.

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