Quando Erik Grönwall canta “Dreamer”, Ozzy sorride dalle stelle (VIDEO)
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Il tempo si è fermato quando Erik Grönwall ha premuto pubblica sul suo canale YouTube. Il 15 agosto 2025 l’ex frontman degli Skid Row ci ha donato qualcosa di così puro e commovente che ancora fatichiamo a trovare le parole giuste. La sua cover di Dreamer di Ozzy Osbourne è molto più di un tributo: è un ponte luminoso tra il nostro mondo e quello in cui ora dimora il Principe delle Tenebre, scomparso il 22 luglio 2025 in un giorno che ha spezzato i cuori di milioni di persone.
Nell’intimità raccolta del Kaliber Bar di Uppsala, in Svezia, Erik ha versato la sua anima in ogni nota, in ogni respiro. Nel messaggio che accompagna il video presenta questa interpretazione come il suo tributo all’unico e inimitabile Ozzy e lo ringrazia per tutta la follia che ha regalato al mondo, chiamandolo leggenda. Si sente che ogni parola pesa come una carezza d’addio. Alla produzione, al missaggio e al mastering c’è Jona Tee, mentre le immagini portano la firma di Jakob Jakobsson Blom.
Erik non ha scelto Paranoid o Crazy Train. Ha scelto Dreamer. In quella scelta c’è tutta la poesia del mondo. Dreamer è infatti il brano in cui Ozzy si è tolto la maschera del demonio teatrale per mostrarci il bambino vulnerabile che portava dentro, quello che sognava un mondo senza odio guardando fuori dalla finestra della sua anima.
Pubblicata nel 2001 nell’album Down to Earth e firmata da Ozzy insieme a Marti Frederiksen e a Mick Jones dei Foreigner, questa canzone è il testamento spirituale di un uomo che, dietro i tatuaggi e le follie, custodiva una tenerezza immensa. Ozzy la immaginava come la sua visione di un mondo migliore per i propri figli e la considerava la sua Imagine, un omaggio a John Lennon e ai Beatles, che come lui erano ragazzi della classe operaia inglese arrivati alla fama. Nel testo c’è perfino un riferimento a Two of Us. Ascoltando Erik cantarla oggi capiamo che quel sogno di pace non è morto con lui: vive, respira, si tramanda di voce in voce, di cuore in cuore.
Nel brano Ozzy si confessa come un sognatore che osserva il mondo dalle sue finestre interiori, sperando che l’umanità smetta di autodistruggersi. Un grido silenzioso d’amore per ogni creatura vivente, un sussurro disperato che Erik ha raccolto e restituito al mondo con una delicatezza che spezza il cuore.
Quando uscì come singolo, Dreamer entrò nella top ten della classifica Mainstream Rock di Billboard, con un videoclip diretto da Rob Zombie. L’album Down to Earth arrivò al quarto posto della Billboard 200 e conquistò il disco di platino. I numeri, però, non possono misurare quante lacrime abbia asciugato e quanti cuori abbia consolato. La vera vittoria fu toccare l’anima di chi ascoltava, far sentire meno soli tutti quelli che sognavano un mondo migliore.
Scritta qualche anno prima, la canzone arrivò in un 2001 segnato da torri che crollavano e paure che crescevano, acquistando un significato ancora più profondo. Ozzy ci regalò una carezza sonora, un balsamo per le ferite del mondo. Oggi, nelle note toccanti di Erik, quella carezza torna a scaldarci il cuore.
Il 22 luglio 2025, quando Ozzy ha chiuso gli occhi per l’ultima volta a 76 anni, una parte di noi se n’è andata con lui. Che regalo immenso, però, ci aveva fatto solo diciassette giorni prima! Il 5 luglio, al Back to the Beginning di Birmingham, seduto sul suo trono perché le gambe non lo reggevano più, aveva cantato per noi un’ultima volta. I suoi occhi brillavano di lacrime, la voce tremava di emozione e noi abbiamo pianto con lui sapendo che era un addio. Da ragazzino di Birmingham che sognava di uscire dalle fabbriche sulle ali del rock, Ozzy è diventato il padre spirituale del metal mondiale e ci ha insegnato che la vera ribellione è amare nonostante tutto, sognare nonostante il buio, cantare nonostante il dolore.
Poi c’è Erik, artista dal cuore immenso, che dopo aver combattuto la sua battaglia contro la leucemia e aver lasciato gli Skid Row per prendersi cura di sé continua a donarci pezzi della sua anima. La sua voce, cristallina come una preghiera e potente come un tuono, trasforma Dreamer in qualcosa di sacro. Guardarlo cantare è come vedere un figlio che onora il padre, un discepolo che porta avanti la fiaccola del maestro. Con questa interpretazione Erik custodisce un sogno, protegge una speranza, tramanda un amore che il tempo non può scalfire.
Questo video è importante. È la prova che l’amore non muore mai, che i sogni si passano di mano in mano come testimoni di una corsa infinita verso la luce. Erik ha preso il sogno di Ozzy, lo ha fatto suo, lo ha nutrito con la sua voce e ce lo ha restituito. Mentre ascoltiamo, sentiamo che Ozzy è qui con noi, che sorride da qualche parte oltre le stelle, orgoglioso di vedere il suo messaggio d’amore vivere ancora, cantato da una voce che sa cosa significa soffrire e continuare a sognare.
Grazie Erik, per aver fatto piangere di bellezza i nostri cuori. Grazie per aver dimostrato che i sogni di Ozzy sono immortali e che l’amore, quello vero, non conosce confini né tempo.