Europe: in “Danger on the Track”, il brano della discordia

Copertina dell’album The Final Countdown degli EuropeImmaginate di essere al culmine del successo mondiale, con milioni di dischi venduti e folle oceaniche che cantano le vostre canzoni. Immaginate, poi, di voler lasciare tutto questo perché la musica che state suonando non è più quella che amate. Questa è la storia di John Norum e del suo addio agli Europe, una decisione che trova il suo riscontro perfetto in Danger on the Track, quarta traccia dell’album The Final Countdown del 1986.

Il brano rappresenta uno dei momenti più aggressivi e hard rock di un album che ha venduto circa sei milioni e mezzo di copie nel mondo, quasi la metà negli Stati Uniti. Dietro quelle note potenti si nascondeva, però, già il seme della discordia che avrebbe portato all’uscita del chitarrista proprio nel momento di massimo splendore.

Danger on the Track nasce dalla penna di Joey Tempest, il carismatico frontman degli Europe, in un periodo in cui la band stava attraversando una metamorfosi musicale. Il brano si regge su una progressione di accordi potente e su un groove che lo distingue dalle parti più commerciali dell’album.

La registrazione avvenne ai Powerplay Studios, nella campagna intorno a Zurigo, in Svizzera, dove la band rimase a vivere per circa cinque settimane, concentrata soltanto sulla musica. In cabina di regia c’era Kevin Elson, produttore che aveva già lavorato con i Journey. La scelta non era casuale: gli Europe volevano catturare quel sound arena rock americano che aveva reso i Journey delle superstar mondiali. John Norum ammirava la band di San Francisco e considerava Neal Schon uno dei suoi chitarristi preferiti.

Fu proprio la fase finale del lavoro, con il missaggio completato anche ai Fantasy Studios della baia di San Francisco, a far emergere le prime crepe. John Norum rimase profondamente deluso dal risultato. Secondo le sue testimonianze, le chitarre erano state relegate in secondo piano, mentre le tastiere avevano preso il sopravvento nel mix. Ha raccontato che la prima volta che sentì l’introduzione di synth di The Final Countdown la trovò una follia.

Il chitarrista, nato in Norvegia e cresciuto in Svezia, aveva costruito il suo stile su influenze come Gary Moore, Michael Schenker e la scuola Thin Lizzy. Ora si trovava improvvisamente in secondo piano rispetto ai synth di Mic Michaeli. Danger on the Track, pur essendo uno dei brani più pesanti dell’album, soffriva dello stesso problema: le tastiere dominavano il mix, seppellendo quella potenza grezza delle chitarre che aveva caratterizzato i primi due dischi della band.

Il testo di Danger on the Track racconta una fuga, quella di qualcuno che si dirige verso le montagne per salvare la persona amata pur sentendo il pericolo alle spalle. Ironicamente, questa storia di fuga e pericolo sembrava prefigurare quello che sarebbe successo nella realtà. John Norum stava infatti già meditando di lasciare il gruppo, temendo di perdere la propria identità artistica.

La traccia offre alcuni dei migliori momenti chitarristici di Norum sull’album. Il suo assolo, pur relativamente breve rispetto agli standard dell’epoca, dimostra tutta la sua capacità tecnica e il suo gusto melodico. Nel vibrato e nel fraseggio si sente chiaramente l’influenza di Gary Moore, insieme a quella personalità unica che aveva fatto di Norum uno dei chitarristi più promettenti della scena rock europea.

Per capire appieno il significato di questa rottura bisogna fare un passo indietro. Nel 1982 gli Europe avevano vinto il Rock-SM, il campionato rock svedese, superando circa quattromila band. Oltre al primo premio, Norum si era aggiudicato il riconoscimento come miglior chitarrista e Joey Tempest quello come miglior cantante. Da quel momento la band di Upplands Väsby, sobborgo a nord di Stoccolma, aveva scalato rapidamente le classifiche. I primi due album, Europe del 1983 e Wings of Tomorrow del 1984, mostravano una band hard rock con forti influenze di Deep Purple, UFO e Thin Lizzy.

Durante il tour giapponese del settembre 1986, mentre The Final Countdown scalava le classifiche mondiali, John Norum iniziò a pensare seriamente all’uscita. Nelle settimane successive comunicò agli altri la sua decisione. Le ragioni erano molteplici: differenze musicali, disaccordi con il manager Thomas Erdtman, il rifiuto di un’immagine patinata da band pop e di uno stile di vita fatto di eccessi, soprattutto la sensazione che il gruppo stesse tradendo le proprie radici rock per inseguire il successo commerciale.

Norum accettò di restare per completare il tour svedese e alcune apparizioni promozionali in Europa. La sua ultima esibizione con il gruppo avvenne il 31 ottobre 1986 in un programma di Sky Channel registrato al Club Escape di Amsterdam. Al suo posto arrivò Kee Marcello, che compare infatti in tutti i videoclip dell’album tranne quello di The Final Countdown.

Danger on the Track rimane uno di quei brani che dividono i fan degli Europe. Per alcuni rappresenta il perfetto equilibrio tra il vecchio sound hard rock della band e la nuova direzione più commerciale. Per altri è il simbolo di ciò che la band avrebbe potuto essere con un approccio più chitarristico. Dal vivo il pezzo viene riproposto di tanto in tanto tra i classici degli anni Ottanta, anche se non è tra i più richiesti. È interessante notare come, dopo la reunion del 2003 con il ritorno di Norum, la band abbia trovato un nuovo equilibrio tra chitarre e tastiere, rendendo giustizia anche a brani come questo.

Dopo l’uscita dagli Europe, John Norum intraprese una carriera solista di successo. Il debutto Total Control, uscito nel 1987 e prodotto dal patrigno Thomas Witt, raggiunse il quarto posto nella classifica svedese e ottenne il disco di platino. Tra le cover c’era anche Wild One dei Thin Lizzy, omaggio a una delle sue influenze di sempre. In seguito collaborò con Glenn Hughes dei Deep Purple e suonò al fianco di Don Dokken, a dimostrazione che la decisione di lasciare gli Europe non era stata un errore.

Nel frattempo gli Europe proseguirono il loro successo commerciale con Kee Marcello alla chitarra. Kee, chitarrista tecnicamente eccellente proveniente dagli Easy Action, dallo stile più fluido del suo predecessore, portò un vento nuovo alla band e contribuì a mantenere altissimo il livello delle performance, sia dal vivo sia in studio. Dopo un primo ritorno sul palco per la notte di Capodanno del 1999 a Stoccolma, solo con la reunion del 2003 la band ritrovò stabilmente la formazione classica che l’aveva resa leggendaria, creando un nuovo equilibrio tra accessibilità e potenza.

L’epopea di Danger on the Track e dell’uscita di John Norum dagli Europe ci insegna qualcosa di importante sull’integrità artistica. In un’epoca in cui il successo commerciale sembrava l’unico obiettivo possibile, Norum scelse di seguire la sua visione musicale, rinunciando a fama e denaro garantiti. Oggi, guardando indietro, possiamo dire che entrambe le parti avevano le loro ragioni. Gli Europe volevano conquistare il mondo e ci riuscirono. John Norum voleva rimanere fedele alle sue radici rock e costruì una carriera rispettata e duratura.

Danger on the Track rimane lì, cristallizzata nel tempo, a ricordarci il momento in cui le strade si divisero, quando il pericolo usciva dal titolo della canzone per entrare nella vita reale di una delle band rock più importanti del pianeta. Con i suoi riff potenti e le sue melodie accattivanti, il brano continua a rappresentare quella fase di transizione del rock europeo dei mitici anni Ottanta, quando le tastiere iniziarono a prendere il sopravvento sulle chitarre e alcuni musicisti decisero che era meglio rimanere fedeli a se stessi piuttosto che cavalcare l’onda del successo a ogni costo.

Fonti: John Norum (sito ufficiale); Guitar.com; Louder; Banquet Records.

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