Sono pochi i musicisti al mondo che, come Slash, riescono a farsi riconoscere al primo tocco di plettro. Con i suoi immensi assoli ha dato un’anima eterna ai Guns N’ Roses, ai Velvet Revolver e a tanti altri progetti, firmando riff che sono diventati la colonna sonora di intere generazioni. Dietro il cilindro e gli aviator specchiati si nasconde però un mondo completamente diverso, una passione che ha poco a che fare con la musica e molto con la natura: il suo amore viscerale per i serpenti. Lontano da qualsiasi forzatura, è una dedizione autentica e profonda, che coltiva ancora oggi attraverso il sostegno alla conservazione, anche se la sua collezione personale si è ridotta nel tempo.
La storia ebbe inizio in Inghilterra, molto prima che Slash diventasse una rockstar rispettata in tutto il mondo. Da piccolo era affascinato dalla natura e dagli animali, a partire dai dinosauri, e trascorreva lunghe parti della giornata a interessarsi in special modo di creature dalla lingua biforcuta. Quando si trasferì in California con la famiglia, il giovane Slash si trovò faccia a faccia con una vita animale che fino ad allora aveva visto solo in televisione.
A differenza dei suoi coetanei, che preferivano animali tradizionali come gatti e cani, lui era attratto dalle forme e dai movimenti ipnotici e sinuosi dei serpenti. Questo rapporto nasceva dalla curiosità e, soprattutto, da un’attrazione magnetica. Slash iniziò ad approfondire seriamente questo mondo intorno agli 11 anni, immergendosi in libri illustrati di ogni tipo, imparando tutto sulle loro abitudini e necessità, trasformando lo studio in una vera e propria devozione. Da adolescente soddisfò uno dei suoi primi desideri portando a casa uno splendido esemplare di anaconda, Clyde.
Col passare degli anni, la sua casa a Los Angeles divenne un vero e proprio rettilario. Stanze intere furono dedicate ai suoi amici, con teche personalizzate integrate nell’arredamento. Questi ambienti erano veri e propri ecosistemi su misura, con pareti in vetro che permettevano di osservare i rettili in ogni momento della loro vita. Le teche, inserite perfettamente nelle pareti, erano diventate parte stessa della struttura della casa, con sistemi di controllo automatizzati per garantire temperatura e umidità ottimali. Il suo amore per i serpenti era diventato una parte fisica dell’abitazione, una sorta di estensione della sua anima.
A un certo punto Slash arrivò a contare oltre 80 esemplari, tra cui l’iconico boa constrictor di nome Pandora, che coccolò con adorazione nel video di Patience. Non mancavano imponenti anaconde come Clyde e Sam, altri boa come Jacob, pitoni e kingsnake. La sua casa divenne un santuario vero e proprio. Il nome della band nata dopo i Guns N’ Roses, Slash’s Snakepit, fu il suo modo affettuoso di rendere omaggio ai serpenti, trasformandoli idealmente in membri della band.
Gestire una tale quantità di esemplari richiedeva una dedizione totale, dalla preparazione del cibo al controllo maniacale di temperature e umidità, un impegno che solo un vero appassionato può comprendere. Dopo la nascita del figlio London, nel 2002, Slash rinunciò gradualmente alla sua collezione personale, donando alcuni esemplari, tra cui il boa Jacob, al Los Angeles Zoo. La passione, però, è rimasta viva attraverso visite e sostegno a centri specializzati.
Il suo amore incondizionato per i serpenti si scontra con il modo in cui altri rocker li hanno impiegati. L’esempio più famoso è Alice Cooper, che ha reso il serpente un’icona folgorante dei suoi show. Tra i fan si racconta che, durante un tour in cui suonava in apertura ad Alice, Slash rimase turbato dalle condizioni in cui venivano tenuti gli esemplari e che da allora abbia sempre evitato di sottoporre i suoi animali allo stress dei viaggi e della vita in tour.
Per Alice i serpenti erano un mezzo per creare shock e rendere teatrale lo show, mentre per Slash sono esseri viventi da onorare e rispettare. Il suo impegno è tale che, quando è in tour, a volte fa visita a zoo e centri che ospitano rettili. Il suo profondo rispetto per la vita animale lo ha portato a schierarsi in prima linea per la loro conservazione. Nel 2012 faceva parte del consiglio dello zoo di Los Angeles e con Betty White, che conosceva da cinque o sei anni, ha girato gli spot per promuovere la nuova area della LAIR (Living Amphibians, Invertebrates, and Reptiles), il centro dello zoo dedicato a rettili e anfibi. Nel 2011 il suo impegno è stato premiato con il Tom Mankiewicz Leadership Award. La sua figura si è così evoluta da semplice icona del rock ad autentico ambasciatore del benessere animale.
Slash ci insegna che dietro il rocker e il guitar hero possono nascondersi un profondo rispetto e una conoscenza inaspettati. La sua avventura con i serpenti è la prova che il rock and roll più selvaggio e l’amore per la natura possono coesistere in un’armonia perfetta, lasciandoci una lezione indimenticabile.
Fonti: Mix 93.1; Slash Paradise.




