Chad Smith vs Black Sabbath: il ritorno all’heavy metal passa da Drumeo

Una batteria vista dall’alto in bianco e neroC’è qualcosa di travolgente nel modo in cui Chad Smith sta vivendo questa fase della sua vita e della sua carriera. Per decenni è stato l’icona del funk rock californiano, il motore inarrestabile dietro i Red Hot Chili Peppers. Negli ultimi anni, però, il batterista ha abbracciato con rinnovato vigore il lato più pesante del suo strumento. Chi lo ha ascoltato in Patient Number 9, l’ultimo album di Ozzy Osbourne, sa quanto si trovi a suo agio quando i volumi si alzano e le distorsioni diventano protagoniste.

Per Smith si tratta di un ritorno a casa più che di una conversione tardiva. Molto prima di incrociare le bacchette con Flea, il giovane Chad cresceva a Detroit con le cuffie in testa, chiuso in cantina a suonare sopra i dischi dei suoi eroi. È lì, viene da pensare, che ha preso forma quel colpo pesante e deciso che si sente perfino nei brani più funky della band californiana.

Una nuova, divertente conferma arriva da un video pubblicato da Drumeo, la piattaforma di didattica per batteristi, il 13 febbraio 2026. Smith si è sottoposto a una sfida costruita su misura: suonare un brano originale nello stile dei Black Sabbath, scritto apposta da un compositore in carne e ossa, senza averlo mai sentito prima. Seduto dietro un kit ispirato a quello di Bill Ward ai tempi di Paranoid, doveva infilare nella sua esecuzione una lista di trovate tipiche del batterista di Birmingham: i flam di War Pigs, il charleston colpito con le bacchette mentre si apre e si chiude, gli assoli di due battute alla Rat Salad, il groove di Fairies Wear Boots e quello di Paranoid con le crome sulla cassa. La doppia cassa era facoltativa, in omaggio al Ward degli anni successivi. Davanti alla lista Chad ha protestato ridendo che non sapeva nemmeno cosa fosse quella tecnica, poi ha chiuso tutto in due take. Il verdetto finale gli ha riconosciuto cinque voci su sei, con una sola contestazione, proprio su quel punto. Lui ha replicato invitando tutti a riguardarsi il nastro.

Il momento più bello del video arriva quando Smith smette di suonare e comincia a raccontare. Ricorda che i Black Sabbath si consideravano soprattutto una band blues, un gruppo pesante alla maniera dei primi Fleetwood Mac, finché non trovarono la loro strada. Secondo Chad, il contributo più grande di Bill Ward è lo swing con cui accompagnava i riff di Tony Iommi, un’eredità che arriva dal blues e dalle big band. Lo stesso swing, dice, si ritrova in John Bonham, Keith Moon, Ian Paice e Phil Rudd. Parla di Fairies Wear Boots e dei suoi continui cambi di tempo e di intenzione: niente click, niente griglia digitale, soltanto una band che suona davvero. Nessuno, conclude, lo fa come Ward.

È proprio questa sensibilità che Chad vuole trasmettere in Legends of the ’70s, il suo nuovo corso per Drumeo, il primo dopo molto tempo. Si concentra su quattro batteristi. Bonham, per lui forse il più grande batterista rock di sempre, con dentro il funk e la Motown. Paice, maestro nell’ascolto, la dote che per Chad conta più di ogni altra in un musicista. Ward, in sostanza un batterista jazz finito in una delle band più pesanti della storia. Moon, capace di piazzare i piatti in mezzo ai fill. Chad lo descrive come un progetto vicino al cuore, che lo riporta alla musica con cui è cresciuto. Una parte dei proventi andrà alla sua fondazione. Per i fan è l’occasione rara di imparare direttamente da una leggenda che, nonostante il successo planetario, non ha mai smesso di essere un devoto studente del rock and roll più verace.

Fonti: Drumeo, Chad Smith vs. The Black Sabbath Drum Challenge (YouTube, 13 febbraio 2026); Drumming News Network; Brave Words.

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