“From the Fade”: il ritorno heavy di Joel Hoekstra (2026)

Copertina dell’album From the Fade dei Joel Hoekstra’s 13Se segui il mio blog da un po’, sai quanto apprezzo i musicisti capaci di unire una padronanza tecnica assoluta a un gusto melodico spiccato. Il nome di Joel Hoekstra rientra di diritto in questa categoria. Il 27 febbraio 2026, per Frontiers, il chitarrista ha dato alle stampe il suo ultimo, possente capitolo discografico: From the Fade, quarto album sotto il vessillo del progetto Joel Hoekstra’s 13.

Il suo curriculum parla da solo: pilastro della Trans-Siberian Orchestra e ascia fondamentale nell’ultima incarnazione dei Whitesnake prima del loro ritiro dalle scene. Questo nuovo disco rappresenta la sintesi perfetta delle sue esperienze mondiali, arricchita stavolta da un’attitudine decisamente più solida rispetto ai lavori precedenti. L’ispirazione per i riff principali nasce da un’avventura in ambito live inaspettata. Hoekstra ha infatti recentemente diviso il palco con le leggende teutoniche Accept. Come dichiarato dallo stesso chitarrista, cimentarsi ogni sera con quelle ritmiche aggressive e taglienti lo ha inevitabilmente influenzato in fase di scrittura. Questa iniezione di potenza si avverte chiaramente sotto la superficie melodica dei nuovi brani, creando un ponte solidissimo tra l’hard rock a stelle e strisce e l’heavy metal europeo.

Per dare vita alle dieci tracce dell’album, il musicista statunitense ha riunito una formazione di peso assoluto, preferendo un approccio narrativo e corale. L’assalto frontale viene guidato dall’estensione graffiante di Girish Pradhan. Già noto per l’incredibile lavoro con i Girish and the Chronicles e recentemente arruolato dai The End Machine, il frontman indiano porta in dote un timbro ruvido e squillante, capace di dominare i passaggi strumentali più densi. A supportare le sue linee vocali troviamo Jeff Scott Soto, una vera istituzione del rock melodico mondiale. Celebre per i suoi lavori con Yngwie Malmsteen, Talisman e Sons of Apollo, il cantante americano arricchisce i chorus con la sua inconfondibile impronta vocale, conferendo profondità e calore a ogni singolo brano.

Spostando l’attenzione sulla struttura ritmica, il motore della band acquista un groove inossidabile grazie al tocco di Tony Franklin. Il “Fretless Monster”, entrato nella leggenda grazie ai The Firm e ai Blue Murder, elabora linee di basso sinuose e marcate che avvolgono perfettamente il lavoro delle chitarre. Dietro le pelli siede invece Vinny Appice, un gigante assoluto dell’heavy metal. I suoi colpi leggendari hanno marchiato a fuoco capolavori immortali dei Black Sabbath e dei Dio. In questo disco Appice garantisce una spinta fondamentale e inarrestabile, ancorando a terra i passaggi più veloci e tecnici. Infine, le trame atmosferiche e le repentine divagazioni melodiche sono affidate a Derek Sherinian. L’ex tastierista dei Dream Theater impreziosisce gli arrangiamenti scambiandosi assoli funambolici con la sei corde di Hoekstra, aggiungendo un tocco di elegante virtuosismo all’intera opera.

Ascoltando brani muscolari come il singolo The Fall o la travolgente Start to Fight, la mente torna inevitabilmente a qualche anno fa. Ho avuto il privilegio di vedere Joel dal vivo con i Whitesnake all’Alcatraz di Milano, in occasione di un concerto che i presenti ricordano ancora perfettamente. Gli occhi di molti erano puntati sulle sue chitarre e le aspettative sono state ampiamente superate: forte di una precisione maniacale e di una presenza scenica magnetica, Hoekstra ha conquistato la scena dominando letteralmente i riff storici di Coverdale e soci. Quell’energia grezza e l’urgenza espressiva esplosa in sede live si ritrovano intatte oggi nei solchi di From the Fade.

L’ascolto scorre fluido, spaziando dalle ritmiche rocciose dell’apertura You Can Give fino alla traccia di chiusura Quite the Ride. Questo lavoro si eleva nettamente al di sopra delle innumerevoli uscite standardizzate del panorama odierno. Joel Hoekstra ha creato un’opera vibrante, capace di appagare chi cerca l’impatto puro e tagliente senza mai rinunciare a costruzioni armoniche intelligenti e melodie memorabili. Un trionfo di sudore, tecnica e passione che merita un posto d’onore nella collezione di ogni purista dell’hard & heavy.

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