Tutta la verità su Alice Cooper: esce a ottobre l’autobiografia “Devil on My Shoulder”

Copertina dell’autobiografia Devil on My Shoulder di Alice CooperOttobre 2026 segnerà un momento storico per i devoti delle sonorità più ruvide e teatrali. Alice Cooper, l’indiscusso re dello shock rock, ha deciso di mettersi a nudo in un libro tanto atteso quanto necessario: Devil on My Shoulder. Scritta in stretta collaborazione con il giornalista Daniel Richler, questa autobiografia esplora sessant’anni di carriera vissuti sempre sul filo del rasoio. Il volume uscirà il 6 ottobre negli Stati Uniti per Da Capo, marchio del gruppo Hachette. Nel Regno Unito arriverà l’8 ottobre per Ebury Spotlight. Sarà un’opera che promette di indagare a fondo la complessa e simbiotica convivenza tra l’uomo e il suo indomabile alter ego teatrale.

Tutti conoscono il mostro da palcoscenico. Ghigliottine, serpenti avvolti al collo, trucco colato e sangue finto hanno terrorizzato intere generazioni di genitori benpensanti, facendo innamorare milioni di fan dell’hard rock. Vincent Damon Furnier, il figlio di un pastore protestante che ha dato vita a questo incubo teatrale, ha vissuto per decenni una doppia esistenza. Il libro scava proprio in questa profonda spaccatura, riassunta in una formula che Cooper ha scelto per presentarlo: Alice Cooper era prima il nome di un gruppo rock, poi il suo nome d’arte, infine un mostro. Adottato quel nome anche per l’anagrafe, racconta, finì per perdere di vista chi fosse davvero. L’autore la definisce una vera e propria “evilution”, un’evoluzione oscura in cui creatore e creatura si sono mescolati in maniera quasi fatale, sfiorando l’autodistruzione.

Nel corso degli anni l’epopea della band originaria si è arricchita di leggende metropolitane, pettegolezzi e incredibili esagerazioni. Lo stesso Cooper lo ammette con ironia: lui e Alice, dice, manipolavano la verità con creatività molto prima dell’era delle fake news. Le pagine di questo volume servono a separare i fatti dalle invenzioni. Il cantante affronta di petto gli episodi più controversi: il celebre incidente del pollo, le ghigliottine, i dischi bruciati pubblicamente dai gruppi religiosi, le tavole Ouija, le sedute spiritiche e le accuse di satanismo.

Accanto a questi racconti crudi emergono vividi ricordi di notti folli trascorse al fianco di icone assolute come Jimi Hendrix, John Lennon, Salvador Dalí e Andy Warhol. L’elenco è sorprendente e arriva fino a Groucho Marx, Vincent Price, Frank Sinatra, al presidente Gerald Ford e a Tiger Woods. Ogni aneddoto viene finalmente spogliato dalle invenzioni del marketing per mostrare la nuda realtà dei fatti. I lettori scopriranno cosa accadeva davvero dietro le quinte dei tour mondiali prima che la situazione sfuggisse completamente di mano.

Un capitolo fondamentale della narrazione riguarda la lotta contro i demoni personali. L’artista parla apertamente delle proprie dipendenze, descrivendo i lunghi periodi di blackout mentale e il modo in cui alcol, droghe e televisione alimentavano un processo creativo forsennato e malato. Trova ampio spazio il rimpianto, accompagnato dal senso di colpa provato verso chi ha sofferto a causa dei suoi eccessi, insieme al terrore di veder crollare tutto ciò che aveva costruito.

La guarigione e il ritorno alla luce passano attraverso due ancore di salvezza. Da una parte una fede ritrovata, vissuta in modo intimo, personale e senza fanatismi; dall’altra l’amore incrollabile per la moglie Sheryl, un legame capace di resistere a mezzo secolo di tempeste, tradimenti e liti furiose, compreso un memorabile episodio con una padella. Cooper sintetizza tutto con l’immagine che dà il titolo al libro: un angelo su una spalla, il diavolo sull’altra.

Per celebrare e supportare questa uscita, il rocker ha organizzato un itinerario speciale nel Regno Unito. Otto serate esclusive, a metà ottobre, trasformeranno i teatri britannici in salotti confidenziali: si parte l’11 ottobre dal New Theatre di Cardiff e si prosegue con il Corn Exchange di Cambridge il 12, il Palladium di Londra il 13, il Dome di Brighton il 14, la Opera House di Manchester il 16, il Globe di Stockton il 17 e il Pavilion Theatre di Glasgow il 19, fino alla Civic Hall di Wolverhampton il 20. Il pubblico avrà un’opportunità unica: ascoltare il proprio idolo dialogare con un ospite e fargli domande in prima persona. Un’occasione imperdibile per abbattere definitivamente la barriera tra palco e platea.

Fonti: Blabbermouth, Classic Rock / Louder, Hachette Book Group.

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