Hollywood Vampires: il video di Ace Of Spades per Lemmy

Alice Cooper arretra di un passo e si allontana dal microfono. Gli Hollywood Vampires hanno appena chiuso il blues sporco di The Jack degli AC/DC. Il brano che sta per partire lo canta il bassista Chris Wyse. Attacca il riff di quattro note che tutto il pianeta rock conosce a memoria. Dentro l’Auditorium Stravinski irrompe Ace Of Spades. Siamo al Montreux Jazz Festival ed è la sera del 5 luglio 2018.

Quella registrazione è rimasta ferma otto anni. Il 22 luglio il video è comparso in rete come secondo estratto dal live album At Montreux Jazz Festival, dopo Raise The Dead uscito a inizio mese. La band ha accompagnato la pubblicazione con poche parole, tutte rivolte a Lemmy Kilmister: era irripetibile, quella canzone resta tra le poche che hanno definito la storia del rock, questa esecuzione ne onora l’eredità.

La voce di Lemmy non si imita. Uno che sta sui palchi da sessant’anni lo sa meglio di chiunque altro. Cooper ha passato il microfono a chi in scena tiene lo stesso posto che nei Motörhead teneva Kilmister, con il basso a tracolla e il compito di reggere il muro. Il risultato c’è, e come: ruvido, tirato, privo della patina forzata che rovina certe commemorazioni.

At Montreux Jazz Festival raccoglie diciannove titoli dalla serata svizzera del 2018. Diverse cover non erano mai uscite in via ufficiale, Ace Of Spades compresa. Accanto al materiale di casa, da Raise The Dead a My Dead Drunk Friends, da As Bad As I Am a The Boogieman Surprise, scorre la processione degli omaggi: Baba O’Riley dei Who, Five To One e Break On Through dei Doors, Heroes di David Bowie, The Jack degli AC/DC, Sweet Emotion e Combination degli Aerosmith, People Who Died di Jim Carroll, Train Kept A-Rollin’. In chiusura l’innesto tra School’s Out e Another Brick In The Wall.

L’uscita digitale è prevista per agosto, con le edizioni fisiche a seguire in doppio CD digisleeve e triplo vinile gatefold. Sulle date esatte le informazioni arriveranno nei prossimi giorni. Nemmeno il canale ufficiale si sbilancia restando enigmatico, quindi conviene tenere d’occhio la pagina di pre-order. Si tratta del secondo album dal vivo dopo Live In Rio, registrato al Rock in Rio del 2015 e pubblicato nel 2023.

Se Lemmy fosse stato vivo sarebbe stato un Vampire a pieno titolo, probabilmente il bassista della formazione. Lo ha dichiarato Alice Cooper nel 2019, spiegando che tutti nella band lo conoscevano e che con ciascuno di loro aveva diviso un palco almeno una volta. Il cantante ha aggiunto l’aneddoto che meglio lo descrive. Lemmy una volta gli annunciò di aver smesso di bere tenendo un bicchiere in mano, e alla domanda se dentro ci fosse Coca-Cola rispose che c’era anche un po’ di whisky. Smettere, nel suo vocabolario, significava scendere sotto la bottiglia a sera.

Il filmato lascia addosso una sensazione importante. Chi ha già il biglietto in tasca la conosce. La voglia di sentire quel pezzo all’aria aperta, con le casse che spingono come si deve e qualche migliaio di appassionati intorno a sorridere con libertà. Il video è arrivato poche settimane prima che la carovana si rimettesse in viaggio.

Il nucleo è quello di sempre. Alice Cooper alla voce e alla regia teatrale dello show, Joe Perry alla chitarra solista con quella classe inconfondibile che si porta dietro dagli Aerosmith, Johnny Depp alla ritmica, Tommy Henriksen alla terza chitarra. Ad accompagnarli la sezione che il pubblico ha imparato a riconoscere negli ultimi anni, la stessa che suona nel video di Montreux: Glen Sobel alla batteria, Buck Johnson alle tastiere e proprio Chris Wyse al basso.

Johnny Depp merita un discorso a parte, perché non è certo un attore che gioca a fare il chitarrista. La sei corde la imbracciava molto prima di leggere un copione. Ha inciso con Shane MacGowan e con gli Oasis. Negli ultimi anni ha passato mesi interi in tour accanto a Jeff Beck, con cui ha firmato 18 nel 2022. A fianco di Perry il ruolo è un altro, tiene tutto incollato mentre il solista sgomita. Il lavoro è esattamente quello.

Il tour europeo è il primo dopo tre anni di silenzio e tocca l’Italia con due sole date. La prima è martedì 1° settembre al Parco della Musica di Segrate, in via Enzo Jannacci, alle porte di Milano. Il giorno seguente il gruppo si sposta a Este, al Castello Carrarese. Chi ci andrà troverà una scaletta che attraversa cinquant’anni di rock, dagli Who ai Doors, da Bowie agli AC/DC, con gli Aerosmith e i classici di Alice Cooper a fare da casa. Sono composizioni di gente che non c’è più, suonate però con l’allegria e il rispetto di una rimpatriata tra amici. A un certo punto della serata quelle quattro note torneranno a spaccare l’aria di settembre. Il prato di Segrate le canterà tutte insieme. Lemmy avrebbe apprezzato la festa, ne sono sicuro.

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