Chiudere l’anno in trincea: tre anni di blog tra radici, sfide e nuovi orizzonti

Osservando con un filo di emozione sincera il calendario in questi ultimi giorni di dicembre, mi trovo a riflettere su un percorso che ha superato ogni mia più rosea previsione. Quando il blog nacque a fine 2022, quasi per un lancio di dadi, faticavo a immaginare di riuscire a portarlo avanti per oltre tre anni. Quella che era iniziata come una sfida personale, un ritorno alle origini, un desiderio di libertà, si è trasformata oggi in una realtà costante, capace di consolidarsi nel tempo e di dare voce a una mia visione del mondo legata a doppio filo a ciò in cui credo.

C’è un dato che mi ha colpito profondamente in alcuni momenti di questo viaggio digitale e non: vedere le fredde statistiche toccare in alcuni mesi le 25.000 visite mensili è un traguardo che non davo affatto per scontato. Sapere poi che esiste un gruppo di circa 1000 persone che sceglie di leggere con costanza i miei articoli mi fa capire che, in qualche modo, siamo riusciti a creare un piccolo spazio di discussione intorno all’hard rock e al metal. Questi risultati non rappresentano per me un trofeo da ostentare, quanto lo stimolo a continuare a scrivere con la stessa dedizione degli inizi.

Tutto è partito dal bisogno di riappropriarmi di un’identità forte, quel nome, Hardigor, apparso per la prima volta nel 1995 su quelle spartane pagine web dedicate alla passione per la musica. In quel periodo manifestavo in modo ancora acerbo la passione verso i miei amati dischi, gli artisti e gli eventi dal vivo ai quali partecipavo con trasporto ed emozione. Ripartire da quelle sensazioni oggi, superato il mezzo secolo di vita, è stato un modo per onorare quel ragazzo che passava le notti a cercare di esprimersi, muovendo i primi passi in un mondo digitale ancora tutto da esplorare.

I dodici mesi che stiamo per salutare hanno preteso un impegno costante ma più efficace rispetto al passato grazie anche alle nuove tecnologie che stanno cambiando radicalmente il mondo. Tale sforzo si è riverberato sia sulla gestione del blog che nella mia professione principale all’interno di un’etichetta discografica e di una società di edizioni musicali. Mi sono sforzato di dedicare maggiore attenzione alla qualità dell’aspetto tecnico e a quella stilistica cercando di assicurare una diramazione costante dei contenuti e tentando di garantire una presenza articolata su più fronti.

Mi sono immerso in ambiti che, fino a un anno fa, conoscevo soltanto marginalmente. Oggi sento di muovermi con maggiore sicurezza tra meccanismi complessi, dalla gestione dei diritti alle nuove strategie di distribuzione, pur mantenendo l’approccio di chi sa di avere ancora un’infinità di cose da apprendere e sperimentare.

Il cammino ha presentato anche i suoi spigoli vivi. Ho affrontato momenti di tensione e situazioni che hanno lasciato tanto amaro in bocca, ma l’esperienza mi ha insegnato il valore di valutare quando occorre insistere e quando è più saggio lasciar correre. Restare in piedi nonostante le tempeste significa anche avere il coraggio di ammettere i propri errori e riconoscere i propri limiti personali, persino quando questo comporta mettersi totalmente a nudo. Nell’universo del rock, l’autenticità conta molto più di qualsiasi facciata impeccabile; essere onesti con se stessi è l’unico modo per restare credibili e consapevoli che nella vita si può cadere ma ci si può anche rialzare.

Per il futuro non ho certezze assolute in tasca, ma solo la voglia di continuare a far vivere il blog e il podcast, alimentando quel desiderio di imparare che considero il vero motore di ogni iniziativa. C’è sempre un nuovo progetto da ascoltare o un nuovo aspetto del “dietro le quinte” da approfondire.

Un ringraziamento sincero va a chi mi sostiene fin dagli esordi e a chi ha scoperto questo spazio solo di recente. Sento il bisogno di citare specialmente le persone incrociate in quest’ultimo anno di sfide personali e professionali, con le quali è nata una sintonia immediata e una voglia genuina di condividere nuove fasi della vita. La vostra stima quotidiana e i sorrisi disinteressati sono il carburante che tiene acceso il motore Hardigor.

Chiudo con una riflessione più ampia sul nostro tempo. In Italia, purtroppo, i dati ci dicono che si legge ancora troppo poco; la formula del video, soprattutto quello breve, trainata in gran parte dalla potenza di YouTube e TikTok, rimane quella largamente preferita dal grande pubblico. Ho scelto consapevolmente la strada della parola scritta e del podcast: una formula probabilmente diversa, meno immediata per i ritmi moderni, ma che rappresenta pienamente il mio codice di espressione. È un modo per dar voce ai contenuti senza l’obbligo di doversi mostrare costantemente in video, provando a lasciare che sia quello che dico e scrivo a parlare per me.

Auguro a tutti voi un Natale sereno e un anno nuovo ricco di ottima musica, soddisfazioni autentiche e tanti sorrisi.

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