Celebrating Jon Lord: recensione del box set alla Royal Albert Hall di Londra

Copertina del cofanetto Celebrating Jon LordLe mura circolari della Royal Albert Hall custodiscono da sempre i segreti della nobiltà musicale britannica, eppure poche volte hanno vibrato con l’intensità registrata la notte del 4 aprile 2014, quasi due anni dopo la scomparsa di Jon Lord, morto nel luglio del 2012. Celebrating Jon Lord è un documento storico, una riunione di famiglia allargata e soprattutto l’atto finale d’amore verso l’uomo che ha insegnato al rock come dialogare con la musica classica. Il luogo non era scelto a caso: proprio lì, nel 1969, Lord aveva presentato in prima mondiale il suo Concerto for Group and Orchestra con i Deep Purple.

Per chi è cresciuto con il mito della Mark II o ha consumato i vinili dei Whitesnake, questa uscita rappresenta un tassello imprescindibile. L’opera, pubblicata dalla earMUSIC nel settembre del 2014 in vari formati fisici e digitali, riesce nell’impresa di catturare le due anime di Lord: il compositore raffinato e la bestia da palcoscenico capace di maltrattare il suo Hammond C3 fino a farlo urlare. La serata si divide infatti in due atti. Il primo, con la Orion Orchestra diretta da Paul Mann, è dedicato alle composizioni classiche e semiclassiche. Il secondo celebra il suo lato più rock e si chiude con i Deep Purple sul palco per quasi un’ora.

Scorrere la lista dei presenti fa girare la testa a qualsiasi appassionato: accanto ai Purple ci sono Bruce Dickinson, Glenn Hughes, Paul Weller, Rick Wakeman, Bernie Marsden, Micky Moody e Neil Murray. È quando l’amplificazione sale di livello che la magia diventa tangibile. Vedere Bruce Dickinson degli Iron Maiden duettare con Glenn Hughes su una versione incendiaria di Burn vale, da solo, il prezzo del biglietto. L’energia che scaturisce da quel palco è grezza, reale, priva di quei ritocchi in post-produzione che spesso anestetizzano i live moderni. C’è poi il tocco inaspettato di Paul Weller, che con Things Get Better e I Take What I Want ci ricorda le radici R&B di Jon con gli Artwoods, e la commovente presenza di Rick Wakeman. L’eterno rivale degli Yes offre una performance che va oltre la tecnica: è il saluto di un tastierista a un altro, un dialogo muto tra tasti d’avorio che nessun sintetizzatore moderno potrà mai replicare.

Nell’era dello streaming, possedere il cofanetto in Blu-ray o DVD offre un’esperienza completamente diversa. Le sole tracce audio, per quanto ottimamente mixate nel CD, non possono restituire gli sguardi d’intesa tra Ian Paice e i compagni o l’emozione palpabile negli occhi dei musicisti dell’orchestra. Il video ci porta lì, in prima fila, a testimoniare l’alchimia che si crea quando decenni di storia del rock convergono nello stesso luogo. Acquistare la versione fisica, inoltre, significa sostenere una causa nobile. La serata fu organizzata dalla Sunflower Jam, l’associazione benefica fondata nel 2006 da Jacky Paice, moglie di Ian, che raccoglie fondi per la ricerca sul cancro e per le terapie di supporto ai malati. I diritti delle edizioni in CD, DVD e Blu-ray sono destinati alla Jon Lord Fellowship, che finanzia progetti di ricerca sul tumore al pancreas, la malattia che ha portato via il Maestro.

Chiudere il lettore dopo l’ascolto di Above and Beyond lascia una sensazione dolceamara. I Deep Purple, presenti al gran completo, chiudono il cerchio con una maestria che commuove. Questo tributo è la prova che la musica di Jon Lord non era legata a un’epoca: possiede quella qualità senza tempo che appartiene solo ai classici. Fate spazio in camera o in sala: il Maestro merita di essere ascoltato, visto e celebrato come si deve.

Per chi volesse recuperare questo pezzo di storia e contribuire alla causa, ecco il riferimento diretto alle versioni disponibili su Amazon Italia:

Celebrating Jon Lord (DVD, Blu-Ray, CD, Vinile)

Fonti: Jonlord.org; Don411.

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