Le mura circolari della Royal Albert Hall custodiscono da sempre i segreti della nobiltà musicale britannica, ma poche volte hanno vibrato con l’intensità registrata in quella notte di aprile del 2014. “Celebrating Jon Lord” è un documento storico, una riunione di famiglia allargata e, soprattutto, l’atto finale d’amore verso l’uomo che ha insegnato al rock come dialogare con la musica classica.
Per chi è cresciuto con il mito della Mark II o ha consumato i vinili dei Whitesnake, questa uscita rappresenta un tassello imprescindibile. L’opera, disponibile in vari formati fisici e audio a trademark earMUSIC, riesce nell’impresa di catturare le due anime di Lord: il compositore raffinato e la bestia da palcoscenico capace di maltrattare il suo Hammond C3 fino a farlo urlare.
Scorrere la lista dei presenti fa girare la testa a qualsiasi appassionato. La serata si divide in due atti, ma è quando l’amplificazione sale di livello che la magia diventa tangibile. Vedere Bruce Dickinson degli Iron Maiden duettare con Glenn Hughes su una versione incendiaria di Burn vale, da solo, il prezzo del biglietto. L’energia che scaturisce da quel palco è grezza, reale, priva di quei ritocchi in post-produzione che spesso anestetizzano i live moderni.
C’è poi il tocco inaspettato di Paul Weller, che ci ricorda le radici R&B di Jon con gli Artwoods, e la commovente presenza di Rick Wakeman. L’eterno “rivale” degli Yes offre una performance che va oltre la tecnica: è il saluto di un tastierista a un altro, un dialogo muto tra tasti d’avorio che nessun sintetizzatore moderno potrà mai replicare.
Nell’era dello streaming, possedere il cofanetto (Blu-ray o DVD) offre un’esperienza completamente diversa. Le sole tracce audio, per quanto ottimamente mixate nel CD, non possono restituire gli sguardi d’intesa tra Ian Paice e i compagni, o l’emozione palpabile negli occhi dei musicisti dell’orchestra.
Il video ci porta lì, in prima fila, a testimoniare l’alchimia che si crea quando decenni di storia del rock convergono nello stesso luogo.
Acquistare la versione fisica, inoltre, significa supportare una causa nobile. Tutti i proventi dell’operazione sono destinati alla The Sunflower Jam, l’organizzazione benefica fondata da Jacky Paice che sostiene la ricerca e l’uso della medicina olistica nella lotta contro il cancro.
Chiudere il lettore dopo l’ascolto di Above and Beyond lascia una sensazione dolceamara. I Deep Purple, presenti al gran completo, chiudono il cerchio con una maestria che commuove. Questo tributo è la prova che la musica di Jon Lord non era legata a un’epoca, ma possiede quella qualità senza tempo che appartiene solo ai classici.
Fate spazio in camera o in sala: il Maestro merita di essere ascoltato, visto e celebrato come si deve.
Dove trovare l’opera
Per chi volesse recuperare questo pezzo di storia e contribuire alla causa della Sunflower Jam, ecco i riferimenti diretti alle versioni disponibili su Amazon Italia:

